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Mercoledì, 15 Marzo 2017 01:00

Richiesta reliquia

 

ATTENZIONE: Prima di compilare il modulo leggi le NORMATIVE.


Modulo per la richiesta di una reliquia

(passaporto o carta di identità e lettera in originale del vescovo)


La reliquia, qualora la richiesta venga accettata, verrà inviata o consegnata personalmente, solamente dopo la ricezione dell'originale della lettera del vescovo da parte dell'ufficio della Postulazione Generale. L'indirizzo è il seguente:
Postulazione Generale OCD, Corso d'Italia 38, 00198 Roma.

Martedì, 14 Marzo 2017 01:00

Maria Zanelli

Nacque a Castel Guelfo il 17 giugno 1887.

Dopo i 15 anni cominciò il suo discernimento vocazionale. Direttamente nel suo intimo: nella preghiera generosa e semplice in cui chiese direttamente a Gesù cosa volesse da lei dopo la malattia che l’aveva prostrata fino a temere la fine della sua vita. In quell’occasione Antonietta aveva promesso: “Gesù, se mi fai guarire mi farò suora per estinguere la tua sete di anime” ed era guarita. Poi, su invito del parroco di Castel Guelfo, si impegnò a 20 anni nel canto liturgico, nella catechesi ai fanciulli e nelle opere di carità nella nascente Pia Associazione delle Piccole Apostole del Sacro Cuore.

Nel 1919 perse entrambi i genitori, a distanza di 3 mesi, dopo che Antonietta li aveva accuditi amorevolmente. I suoi vincoli familiari erano finiti e si dedicò del tutto alla sua vita di consacrazione in comunità e di servizio.

Ma ancora vi erano degli ostacoli alla realizzazione della sua vocazione, come confiderà più tardi Don Giuseppe Mazzanti: “Fu volere della Provvidenza che le strade che la Sig.na Antonietta Zanelli tentava di percorrere venissero costantemente intralciate dagli uomini”. Si trattò di problemi di relazione nella comunità, con gelosie ed incomprensioni, e lo stesso accadde nella gestione dell’Istituto “Infanzia Abbandonata” di Imola, per cui Antonietta fu trasferita con le consorelle a S. Caterina, dove Don Bughetti le ricevette con molta gioia e la collaborazione durò poi molti anni.

Intanto, al giungere a Imola nel 1920, Antonietta aveva cercato un confessore e le era stato raccomandato Don Giuseppe Mazzanti, che dal 1911 al 1928 fu confessore in Cattedrale. Antonietta sempre portava in sé il mondo e l’ansia dell’apostolato e con il tempo imparò a conoscere anche il cammino della “piccola via” di Suor Teresa di Gesù Bambino, proprio per mezzo del direttore spirituale Don Peppino.

Madre Maria Zanelli si spense a Imola, Bologna, il 15 dicembre 1957.

L’Inchiesta diocesana sulla “vita, virtù e fama di santità” è stata aperta il 3 giugno 2016 presso la diocesi di Imola.

Martedì, 14 Marzo 2017 01:00

Lelia Cossidente

Nacque a Potenza il 4 maggio 1893.

Segue la famiglia che si trasferisce a Roma nel 1904. Nel 1913 consegue la licenza normale, insegna in una scuola elementare nel quartiere San Lorenzo, lavora come cassiera in una banca e, infine, per dieci anni è impiegata nella biblioteca del Magistero statale di Roma. Fa parte della Parrocchia del Sacro Cuore che frequenta assiduamente, insieme all’Istituto “Caterina Volpicelli, dove passa il suo tempo libero nel laboratorio di ricamo e cucito.

Il 29 settembre 1930 convoglia a nozze con Ulisse Amendolagine nella Parrocchia di Santa Teresa. Entrerà a far parte della confraternita del Santo Scapolare (Madonna del Carmine).

Aperti con l’amore alla vita diventano genitori di cinque figli, per i quali andrà tutta la loro attenzione nell’educazione e formazione soprattutto religiosa. Per questo sceglieranno le scuole cattoliche e collaboreranno, attraverso un dialogo continuo con gli insegnanti, alla crescita morale, spirituale e umana dei figli. Maestri e professori, religiosi e religiose, saranno un valido aiuto anche per la loro maturità cristiana, oltre che per la conduzione della famiglia. Seguono i figli a scuola (Fratelli delle Scuole Cristiane, Fratelli Maristi, Suore di Santa Francesca Cabrini e di Sant’Angela Merici) e nel tempo libero (Padri Carmelitani Scalzi della Parrocchia di Santa Teresa), partecipando alle loro attività in continuo dialogo con gli educatori, per i quali mostrano sempre grande fiducia e rispetto.

La guerra mette a dura prova l’intera famiglia: i bombardamenti, la fuga da Roma come sfollati in un paesino d’Abruzzo (Cappadocia), la messa a riposo d’ufficio durante l’occupazione tedesca, il rifugio e nascondimento nel Seminario Romano Maggiore, la paura dei rastrellamenti e ritorsioni tedesche, ma soprattutto la mancanza del necessario per sopravvivere, non scoraggiano i due sposi che raddoppiano la loro fiducia nella Provvidenza Divina. La preghiera diventa sostegno efficace e a volte miracoloso nelle difficoltà più grandi.

Oltre all’Eucaristia, per la quale è nutrita un’attenzione tutta particolare, la vita di famiglia si svolge sotto lo sguardo amoroso di Maria, quotidianamente invocata, perché “copra col suo manto” genitori e figli. Non mancano altre devozioni che andando oltre la semplice preghiera, sono presentate come esempi da imitare (S. Giuseppe, Santa Teresa di Gesù Bambino, San Giovanni Bosco, Santa Teresa d’Avila, San Giuda Taddeo….). Le malattie, pane quotidiano di ogni famiglia, sono accettate non con rassegnazione, ma con serenità, sempre sicuri della benevola mano di Dio che guida ogni avvenimento per il nostro bene.

Lelia, accompagnata dalla pena del cuore di tutta la famiglia, sale il Calvario in fretta. Quasi due anni di atroci sofferenze, per un tumore al mesentere, muore il 3 luglio 1951. Gli ultimi giorni si sente che mormora in continuazione l’ultima parte dell’Ave Maria: “Adesso e nell’ora della nostra morte”.

L'Inchiesta diocesana sulla "vita, virtù e fama di santità" è stata aperta il 18 giugno 2004 e chiusa il 24 maggio 2011 presso la diocesi di Roma.

icona links Video sui coniugi Amendolagine

Lunedì, 27 Febbraio 2017 01:00

Documentazione [Elisabetta della Trinità]


ATTENZIONE

1) Per poter esaminare la Positio compilare l'apposito modulo di richiesta presente in questa pagina.
2) Se la richiesta verrà accettata, invieremo in seguito le condizioni e le istruzioni per consultare il documento.


 


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Venerdì, 24 Febbraio 2017 01:00

Maria Teresa di San Giuseppe (Tauscher)

Nacque il 19 giugno 1855 a Sandow, nel Brandenburgo, oggi in territorio polacco, da genitori luterani profondamente credenti.

Suo padre era un pastore della Chiesa Evangelica. Ad un certo punto, però, insoddisfatta della religione del padre Anna Maria approdò alla Chiesa cattolica. Ciò avvenne il 30 ottobre 1888, quando fece la sua professione di fede tridentina nella chiesa dei Santi Apostoli in Colonia. Questa meditata decisione le procurò, però, numerose umiliazioni e sofferenze, tanto da essere presto espulsa dalla casa paterna e licenziata dal suo incarico di direttrice dell'Ospedale psichiatrico di Colonia.

Rimasta così senza casa e senza lavoro, abbandonata da tutti, Anna Maria vagò a lungo prima di giungere in un asilo presso un Istituto religioso. Successivamente lavorò invece come dama di compagnia presso una famiglia. Fu allora che la giovane si accorse come nelle strade di Berlino tanti bambini, per lo più figli di italiani troppo impegnati nel lavoro per badare alla famiglia, fossero miseramente abbandonati a se stessi. Mossa da compassione, iniziò così a prendersi cura di loro. Per poter realizzare questo suo arduo scopo decise di fondare una comunità religiosa: la Congregazione delle Suore Carmelitane del Divin Cuore di Gesù. Iniziò la sua prima Opera presso Berlino, ove il 2 luglio 1891 aprì una prima casa, che battezzò “Casa per i senza casa” ed il 1° agosto iniziò ad accogliere i primi tre bambini poveri, oltre a riunire attorno a sé altre compagne desiderose come lei di prestare soccorso ai più sfortunati.

La sua carità non si limitò però esclusivamente ai bambini. Madre Maria Teresa di San Giuseppe, questo il nome da lei assunto in religione, si prese infatti cura anche degli anziani, di coloro che erano soli, abbandonati, lontani dalla Chiesa, degli emigrati, dei semplici operai che in qualche modo si trovano ad essere senza tetto.

Nel 1897 avvenne la sua ammissione al Carmelo nella casa generalizia dei Carmelitani Scalzi. Fondò poi la prima casa in Olanda nel 1898, il primo noviziato a Sittard nel 1899 ed ancora un altro noviziato a Maldon nel 1901. La sua grande devozione per San Giuseppe, la spinse a porre tutte le case dell'Opera sotto la protezione dello Sposo di Maria.

Nel 1903 compì il primo viaggio a Roma e dopo alcuni mesi si recò a Cremona per dare inizio all'attività in favore dei bambini poveri, nella casetta dell'onorevole Ettore Sacchi. Nel 1904 Madre Maria Teresa di San Giuseppe tornò per la terza volta a Roma per inaugurare la Casa madre a Rocca di Papa, aperta con l'aiuto del Cardinale Francesco Satolli e dei Carmelitani Scalzi. Fu proprio in tale occasione che la congregazione ricevette la sua denominazione definitiva, già prima citata.

Madre Maria Teresa di San Giuseppe spirò infine il 20 settembre 1938 presso Sittard, in Olanda.

La cerimonia della beatificazione ha avuto luogo il 13 maggio 2006. 

 

Venerdì, 24 Febbraio 2017 01:00

Teresa Maria della Croce (Manetti)

Nacque a Campi Bisenzio, nell'allora frazione di San Martino, da Gaetano, pollaiolo e da Rosa Bigagli, il 2 marzo 1846.

All’età di tre anni perse il padre. Questo evento segnò profondamente la vita della famiglia, come anche il carattere della piccola Teresa, che sarà forte e volitivo, quanto aperto e generoso. La fortezza nella prova, d’esperienza della povertà, l’abbandono alla Provvidenza, il senso del sacrificio…: sono questi gli atteggiamenti che Teresa imparò fin da piccola, soprattutto grazie all’esempio e all’educazione della mamma, donna forte e di fede profonda.

Dopo un’adolescenza spigliata e vivace, trascinatrice persino nel modo di vestire e atteggiarsi, a 19 anni avvertì, irresistibile, la chiamata di Dio e decise di seguire l'esempio di Teresa d'Avila, che le sarebbe apparsa in visione.

Nel 1874 iniziò la sua prima convivenza religiosa con due amiche nel cosiddetto ‘Conventino’, una piccola casa sotto l'argine del Bisenzio e poco dopo si iscrissero al ‘Terzo Ordine Teresiano’; in questo periodo la giovane religiosa poté contare sull'aiuto ed i consigli di don Ernesto Jacopozzi, il cappellano della chiesa di San Martino, che la seguì fino alla sua prematura scomparsa (1894).

Teresa decise allo stesso tempo di non dedicarsi esclusivamente ad una vita contemplativa o ascetica, ma di aprire il suo nascente Ordine, “Suore carmelitane di Santa Teresa”, al mondo, sviluppando così una notevole opera assistenziale, in particolare rivolta alla formazione delle giovani, alla cura delle bambine abbandonate e all'azione missionaria. Il successo dell'Ordine e la sua rapida espansione, prima in Toscana e poi nel resto d'Italia, rese necessaria una nuova sede e in pochi anni fu così costruito il nuovo Convento con annessa chiesa (1887) sempre a San Martino. Il 12 luglio 1888 Teresa e le sue compagne vestirono l’abito Carmelitano.

Nel 1904 l’Ordine ricevette l'approvazione da parte di San Pio X (Giuseppe Melchiorre Sarto, 1903-1914) e, sempre in quegli anni, furono aperte le prime sedi all'estero, in Siria e Palestina.

Nel 1908 Madre Teresa Maria della Croce venne colpita da un male incurabile che la portò alla morte il 23 aprile 1910.

La cerimonia della beatificazione si tenne il 19 ottobre 1986.

Venerdì, 24 Febbraio 2017 01:00

Maria Sagrario di San Luigi Gonzaga

Nacque a Lillo, in Spagna, l’8 gennaio 1881, e nel suo Paese fu la prima donna a laurearsi in farmaceutica.

Il 15 giugno 1915 entrò come monaca carmelitana scalza nel monastero dei Santi Anna e Giuseppe a Madrid. Il 24 dicembre 1916 emise i voti semplici e il 6 gennaio 1920 quelli solenni. 

Fu fervente devota del mistero del Santissimo Sacramento, tanto che ricevette il nome religioso di "Sagrario", che in spagnolo significa "tabernacolo". 

Dal 1927 al 1933 resse il monastero in qualità di priora, in seguito le fu affidato l'umile compito di portinaia o di rotara. Il 1° luglio 1936 venne rieletta priora della comunità, e dovette affrontare il precipitare degli eventi politici che portarono allo scoppio della Guerra Civile Spagnola e alla persecuzione anti-cattolica.

Nonostante le intimidazioni che venivano fatte alla comunità di lasciare il monastero, ella vi rimase con alcune consorelle. Il 20 luglio il monastero venne preso d'assalto dai miliziani, ed ella venne portata in una "checa", un'istallazione utilizzata dalla fazione repubblicana per detenere, torturare, giudicare e giustiziare coloro che erano sospetti simpatizzanti dello schieramento avverso. Condotta infine nella località della "Pradera de San Isidro", nei dintorni di Madrid, fu fucilata alle prime ore del 15 agosto 1936.

Il decreto sul martirio è stato promulgato l’8 marzo 1997. La cerimonia di beatificazione si è svolta il 10 maggio 1998.

Venerdì, 24 Febbraio 2017 01:00

Maria Giuseppina di Gesù Crocifisso

Giuseppina Catanea nacque a Napoli il 18 febbraio 1896. Dopo gli studi commerciali, nel 1918 entrò nel monastero dei SS. Teresa e Giuseppe delle Carmelitane Scalze, sorto sulla collina dei Ponti Rossi, dov’era già entrata sua sorella Antonietta.

Gracile di salute, nel 1912 venne colpita da tubercolosi, paresi e meningismo spinale, ma dieci anni dopo guarì, toccando una reliquia di san Francesco Saverio. Fu l'inizio di un apostolato che la «monaca santa», come venne chiamata, portò avanti per tutta la vita, accogliendo al monastero malati e persone in cerca di conforto spirituale.

La sua abnegazione continuò ininterrottamente anche quando, a cinquant’anni, venne costretta alla sedia a rotelle. Nel settembre del 1945 fu eletta priora, mantenendo l’incarico fino alla morte, che sopraggiunge il 14 marzo 1948.

È stata beatificata nel Duomo di Napoli il 1° giugno 2008, sotto il pontificato di papa Benedetto XVI.

Venerdì, 24 Febbraio 2017 01:00

Maria di Gesù (Lopez de Rivas)

Nata a Tartanedo da una famiglia agiata, perse il padre all'età di quattro anni e si ritrovò erede di un cospicuo patrimonio. Nel 1577, vivente la riformatrice Teresa di Gesù, entrò nel monastero delle carmelitane scalze di Toledo.

Visse nel monastero di Toledo per il resto della sua vita, a eccezione di un breve periodo in cui partecipò alla fondazione di un carmelo teresiano a Cuerva. Inizialmente ricoprì mansioni umili, ma in seguito fu nominata maestra delle novizie e poi sottopriora.

Fu eletta priora, ma per le accuse avanzate contro di lei da una suora invidiosa, Suor Caterina dell'Ascensione, davanti al visitatore, nel 1600 fu deposta. Nel 1619, dopo diciannove anni di spietata e feroce persecuzione, Suor Caterina si riconciliò con Maria di Gesù e morì serenamente. Così a Maria di Gesù nel 1620 venne riconosciuta la sua innocenza e fu rieletta all'unanimità nel 1624.

Gli ultimi dieci anni della sua vita furono segnati dalla malattia: morì ottantenne il 13 settembre 1640.

La cerimonia della beatificazione si è svolta il 14 novembre 1976.

Venerdì, 24 Febbraio 2017 01:00

Maria degli Angeli (Fontanella)

Nacque a Torino, il 7 gennaio 1661, dai conti Fontanella. La madre proveniva dai Tana di Chieri, “congiunta in secondo e terzo grado con il beato Luigi Gonzaga”.

Marianna trascorse un’infanzia serena, circondata dall’affetto dei genitori e dei fratelli, in un ambiente signorile ed agiato, di solidi principi cristiani. All’età di otto anni circa, rimasta orfana del papà, venne colpita da una grave malattia che la portò in fin di vita, ma guarì per l’intervento miracoloso della Vergine. Marianna si rivelò una bambina vivacissima, esuberante di vita e di voglia di vivere, sensibilissima e affettuosa, curiosa di scoprire e sperimentare la realtà che la circonda e, nello stesso tempo, attratta e affascinata dal mistero di Dio.

Nell’autunno del 1672 entrò tra le Cistercensi nel Monastero della Stella a Rifredo di Saluzzo e trascorse qui circa un anno e mezzo. Ai primi di gennaio del 1675 ritornò in famiglia.

Il 19 novembre del 1676 Marianna non ancora sedicenne, venne accettata dopo numerose difficoltà, nel Carmelo di Santa Cristina a Torino, prendendo il nome di Suor Maria degli Angeli, dove ancora giovanissima sarà incaricata della formazione delle novizie. Il 26 dicembre 1677 finalmente Marianna poté emettere la sua professione religiosa. Dal 1682 cominciarono le estasi frequenti, che spesso avvenivano in pubblico e la umiliavano profondamente, perché si sentiva una povera peccatrice. Nel 1694 a soli trentatré anni, con dispensa della Santa Sede, venne eletta priora. Nel 1696 Suor Maria ottenne la proclamazione di San Giuseppe come compatrono di Torino al quale dedicherà il nuovo Monastero.

Nel 1703 Suor Maria fondò il Carmelo di Moncalieri, da lei fortemente voluto, per accogliere le giovani che non potevano essere ricevute a Torino.

Il 16 dicembre morì a Torino.

La cerimonia della beatificazione si tenne il 25 aprile 1865.