Nel 1936 cominciò anche a Lérida l’agitazione rivoluzionaria. Con l’avvento della Repubblica, dopo le elezioni del '36, fu sciolto l’esercito con il licenziamento dei soldati e furono create immediatamente le «Milizie cittadine di Catalogna». La nuova autorità locale era formata integralmente da elementi del «Fronte popolare di sinistra». Nel mese di luglio la città viveva in grande inquietudine. Gli uomini di sinistra dicevano che da un momento all’altro potevano sorgere avvenimenti di somma gravità. Il 20 luglio infatti Lérida era in potere delle orde. Gruppi di operai si affollavano per le vie, mostrandosi spavaldi e originando i primi disordini. La folla sfrenata, come belve, dette sfogo ai suoi istinti e iniziò un periodo di orrori e di pianti. Furono istituiti dei controlli; tutte le strade furono bloccate, così che nessuno poteva uscire dalla città senza un salvacondotto del Comitato di Salute Pubblica. Si creò nella città un clima totalmente ostile alla Chiesa, ai sacerdoti, religiosi, suore, laici. Innumerevoli furono le pressioni sui fedeli per allontanarli dall'assistere agli atti di culto e lo facevano con insulti, molestie continue, provocazioni frequenti. Queste manifestazioni anticlericali si concretizzarono con la distruzione delle chiese, conventi e di tutto ciò che era sacro, sfociando poi nell’uccisione di sacerdoti, religiosi, suore, laici, esclusivamente in odio alla religione. In questo clima rivoluzionario e di odio verso Dio e la sua Chiesa, furono martirizzati tre Padri Carmelitani Scalzi e un fratello converso, il 24 luglio e il 20 agosto 1936.
Il decreto sul martirio è stato promulgato il 3 giugno 2013. La cerimonia di beatificazione si è tenuta il 13 ottobre 2013.
Poco dopo lo scoppio della guerra civile spagnola, la comunità delle monache Carmelitane Scalze del monastero di San Giuseppe a Guadalajara si disperse e le sue componenti, in abiti civili, dovettero cercare rifugio altrove.
Il 24 luglio 1936 tre religiose, suor Maria degli Angeli di San Giuseppe, suor Maria del Pilar di San Francesco Borgia e suor Teresa di Gesù Bambino e di San Giovanni della Croce, furono però sorprese da un gruppo di miliziani, che spararono su di loro appena uscirono dall’edificio dove avevano cercato riparo.
La prima morì sul colpo e la seconda in ospedale, mentre la terza, inizialmente scampata al fuoco, venne fucilata presso il cimitero cittadino. Queste tre monache sono state le prime martiri uccise durante la guerra civile spagnola ad essere beatificate.
Il decreto sul martirio è stato promulgato il 22 marzo 1986. La cerimonia della beatificazione si è tenuta il 29 marzo 1987.
Sono le sedici Carmelitane Scalze del monastero dell'Incarnazione di Compiègne (Francia). Appena la rivoluzione francese degenerò nel terrore, si offrirono a Dio come vittime di espiazione per impetrare pace alla Chiesa e al loro Paese.
Arrestate e incatenate il 24 giugno 1794, ebbero la forza di comunicare anche agli altri la loro gioia e la loro fede. Condannate a morte per la loro fedeltà alla Chiesa e alla vita consacrata e per la loro devozione verso i sacri Cuori di Gesù e Maria, furono ghigliottinate a Parigi il 17 luglio 1794, mentre cantavano inni e dopo aver rinnovato i voti nelle mani della priora, Teresa di Sant'Agostino.
Il decreto sul martirio venne promulgato il 24 giugno 1905. La cerimonia della beatificazione si tenne il 27 maggio 1906.
La celebrazione delle SS. Teresa di S. Agostino e compagne, vergini e martiri di Compiègne viene elevata al grado di Memoria obbligatoria.
Nell'aprile del 1931, dopo la proclamazione della «Repubblica Catalana», alla Generalitat, suo organo esecutivo, era stato demandato il compito di redigere lo Statuto Autonomo con il quale si ottennero importanti concessioni dal governo di Madrid; nel novembre 1932 si celebrarono le prime elezioni per il Parlamento Regionale che videro la vittoria della Esquerra e della Unione Socialista Catalana. Nel 1933 si ebbe la vittoria della Llie- ga Regionalista (organizzazione che comprendeva sia i gruppi imprenditoriali, sia la piccola e la media borghesia professionale), mentre nelle elezioni del 1934 prevalse la Esquerra. Nel 1934 Luis Companys, presidente della Generalitat, chiamò la popolazione alle armi in difesa deH’autonomismo. Da quel momento il catalanismo dominante, legò la sua sorte ai movimenti che si stavano organizzando anche in Catalogna nel «Frente Popular». La Catalogna si schierò, quando ci fu il sollevamento militare del luglio 1936, con le forze anarco-sindacaliste, che da quel momento esercitarono un potere assoluto. Furono organizzate delle carceri tra le quali le famigerate «Checas». Appena iniziata la guerra civile, il 20 luglio 1936, iniziarono anche le repressioni contro i sacerdoti, i religiosi e le religiose. Alcuni di loro furono uccisi appena usciti dai loro Conventi, altri riuscirono a nascondersi per qualche giorno da parenti e persone amiche. La causa del martirio dei Servi di Dio, uccisi nell’arco di tempo che va dal 20 luglio 1936 al 6 gennaio 1937, era determinata solamente dall’«odium fidei» da parte dei rivoluzionari; infatti qualsiasi sacerdote o religioso i rivoluzionari avessero scoperto, avevano l’ordine di ucciderlo immediatamente. Tutti questi martiri hanno con coraggio manifestato la loro fede e accettato con gioia la morte per Cristo Re.
LUCA DI SAN GIUSEPPE (José Tristany Pujol) Sacerdote professo OCD
GIORGIO DI SAN GIUSEPPE (Antonio Bosch Verdura) Sacerdote professo OCD
GIOVANNI GIUSEPPE DI GESÙ CROCIFISSO (Juan Páfila Monlláo) Religioso professo OCD
GIACOMO DI SANTA TERESA (Jaime Gascón Bordás) Sacerdote professo OCD
ROMUALDO DI SANTA CATERINA (José Guillamí Rodó) Sacerdote professo OCD
EDOARDO DI GESÙ BAMBINO (Ricardo Farré Masip) Sacerdote professo OCD
GABRIELE DELL’ANNUNCIAZIONE (Jaime Balcells Grau) Sacerdote professo OCD
ANTONIO MARIA DI GESÙ (Antonio Bonet Seró) Sacerdote professo OCD
MARCELLO DI S. ANNA (José Maria Masip Tamarit) Religioso professo OCD
ALFONSO DEL S. CUORE DI MARIA (Alfonso Arimany Ferrer) Sacerdote professo OCD
GIOACCHINO DI SAN GIUSEPPE (José Casas Julia) Religioso professo OCD
PIER TOMMASO DELLA VERGINE DEL PILAR (Pedro de Alcántara de Forlón y de Cascajares) Sacerdote professo OCD
LUIGI MARIA DELLA VERGINE DELLA MERCEDE (Luis Minguell Ferrer) Sacerdote professo OCD
GIUSEPPE MARIA DEGLI ANGELI (Mariano Alarcón Ruiz) Sacerdote professo OCD
Il decreto sul martirio è stato promulgato il 22 giugno 2004. La cerimonia della beatificazione si è svolta il 28 ottobre 2007.
Nacque a Parigi il 1° febbraio del 1566, figlia del signore di Champlatreux, Nicola Avrillot.
Com’era consuetudine per la nobiltà dell’epoca, appena adolescente fu affidata alle Suore Minori dell’Umiltà di Nostra Signora residenti a Longchamp. Rientrata in famiglia verso i 14 anni non le fu concesso di scegliere la vita religiosa e quindi a 16 anni fu data in sposa al visconte di Villemor, Pietro Acarie, signore di Montbrost e di Roncenay uomo di intemerati costumi. Iniziò per lei la vita matrimoniale e di madre, avendo poi avuto sei figli, dando esempio a tutti della possibilità di vivere una vita religiosa e conforme ai comandamenti di Dio, pur essendo impegnata come madre e moglie, adempiendo i suoi doveri anche nella conduzione della casa e nei confronti dei dipendenti, prova vivente di come i coniugi cristiani possano proseguire insieme nella via della santità.
Si prodigò attivamente ad aiutare i bisognosi, specie nell’assedio di Parigi del 1590, durante le guerre di religione, che videro in campo gli Ugonotti ed i cattolici con l’intervento militare degli spagnoli, sotto il regno di Enrico IV. Fu figlia devota della Chiesa e partecipò all’azione di contrasto contro l’eresia protestante che cercava di estendersi in Francia. Dio la favorì con grazie mistiche straordinarie ma anche mandandole prove esteriori ed interiori. Il re Enrico IV esiliò il marito da Parigi, dopo la disfatta della Lega cui apparteneva, le ingratitudini ferirono il suo cuore, ma ella combatté affinché suo marito fosse riabilitato, la lotta durò quattro anni, alla fine dei quali la famiglia si ricompose e le proprietà restituite.
Conobbe s. Francesco di Sales il quale l’approvava e le faceva da guida spirituale. Nel 1601, letti gli scritti di s. Teresa di Gesù volle, lei laica, fare di tutto per introdurre in Francia la riforma carmelitana, nel 1602 raccolse le prime vocazioni, ottenne le autorizzazioni dal re, da cui era tenuta in grande considerazione, e nel 1603 papa Clemente VIII ne autorizzò la fondazione e quindi costruì il primo monastero. Dalla Spagna, il 29 agosto 1604, giunsero sei Carmelitane Scalze fra cui una futura beata Anna di s. Bartolomeo e una futura Serva di Dio, Anna di Gesù, e il 17 ottobre poté così iniziare a Parigi la regolare vita monastica.
Barbara Avrillot ebbe la felicità di vedere entrare nel Carmelo tutte e tre le sue figlie e l’espandersi delle sedi anche a Pontoise, Digione, Amiens nel 1605-1606. Nel 1613, il marito Pietro si ammalò gravemente e dopo nove giorni morì con la pace dell’uomo giusto, assistito dalla santa vedova confortata dalla celeste conferma della sua salvezza eterna.
Il 7 aprile 1614, libera ormai da ogni dovere e legame terreno, entrò nel Carmelo di Amiens come conversa, prendendo il nome di Maria dell’Incarnazione. Visse la sua vita di clausura con umiltà lavorando in cucina, assistendo le sorelle ammalate, soffrì molto per le incomprensioni sorte con l’avvento di una nuova priora proveniente da un altro Carmelo, ebbe molte estasi e visioni che la confortavano nelle sue lunghe malattie e sofferenze.
Per la cagionevole salute fu trasferita nel Carmelo di Pontoise il 7 dicembre 1616 e qui dopo lunga malattia rese l’anima a Dio il 18 aprile 1618.
La cerimonia della beatificazione si tenne il 5 giugno 1791.
Nacque l'11 dicembre 1820, a 32 chilometri da Valencia. Fu la prima di cinque figli di Francisco Naval e di Josefa Maria Girbés. A otto anni ricevette il sacramento della Confermazione e a nove la Prima Comunione. Non essendoci la scuola pubblica, potè frequentare, ma solo per poco tempo, quella gestita dal Capitolo della Cattedrale di Valencia, dove imparò molto bene il ricamo e un po' a leggere, ma non a scrivere.
Il 13 giugno 1833 le muore la madre e, lasciata la scuola, deve occuparsi del padre e dei fratellini, accolti presso lo zio Joaquín e la nonna Vicenta. La fede e la pietà crescono con l'età e a 18 anni fa il voto di castità perpetua. Il 27 luglio muore anche la nonna e quindi deve assumere la guida della casa e accudire il padre, lo zio e i fratelli.
Divenne membro della Fraternità dell'Ordine Secolare dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi del convento di Valencia. Grande fu il suo amore alla Madonna del Carmelo, a Santa Teresa di Gesù e San Giovanni della Croce. La sua vita spirituale crebbe al calore della dottrina e dell'esperienza dei Santi del Carmelo e divenne una dimostrazione di come la santità possa svilupparsi in ogni stato di vita, quello secolare compreso.
Nel 1850, ormai matura nella vita di orazione e nella pratica delle virtù, sente la spinta interiore ad offrire agli altri le ricchezze della sua anima. Con il permesso del parroco, inizia a radunare le amiche per letture, conversazioni e approfondimenti spirituali; insegna gratuitamente alle ragazze della città l'arte del ricamo e così la sua casa diventa un laboratorio e una scuola di spiritualità. Vi si insegna il catechismo, si preparano i bambini alla Prima Comunione, si collabora alle iniziative parrocchiali e si avviano i giovani al Matrimonio o alla Vita Religiosa. C'è soprattutto la pratica della meditazione, l'esercizio dell'unione con Dio e la partecipazione attiva alla vita liturgica e alle iniziative sociali della parrocchia.
Nel 1877 con alcune amiche va più in profondità e programma delle giornate di ritiro in una casa di campagna. Nel 1891 la salute, sempre precaria, comincia a peggiorare per alcuni disturbi al cuore. Muore il 24 febbraio 1893. Viene sepolta con l'abito carmelitano, come aveva espressamente richiesto in vita.
La cerimonia della beatificazione si è svolta il 25 settembre 1988.
Pietro Berthelot nacque a Honfleur (Calvados, Francia) il 12 dicembre 1600 e giovanissimo si diede alla navigazione, viaggiando per la Spagna, l'Inghilterra, l'America. Nel 1619 si recò in India, dove, cosmografo e primo pilota dei re di Francia e di Portogallo, si distinse per valore e ingegno, come provano ancora le sue Tabulae maritimae) delineate con somma perizia, conservate al British Museum (Ms. Sloan 197).
Nel 1635, trovandosi a Goa, dietro consiglio del direttore spirituale, il p. Filippo della S.ma Trinità, entrava tra i Carmelitani Scalzi, dove professava il 25 dicembre 1636 col nome di Dionigi della Natività e riceveva il sacerdozio il 24 agosto 1638. Sia nel noviziato sia dopo la professione, secondo la testimonianza dello stesso p. Filippo, fu esempio di virtù a tutti i religiosi; venne elevato alla divina contemplazione e non raramente, durante l'orazione, apparve circondato da splendori celesti. Nel 1638, il viceré Pietro da Silva inviò al sultano di Achén (Sumatra), l'ambasciatore Francesco de Souza de Castro che volle con sé Dionigi come guida spirituale e come esperto del mare e della lingua malese. Questi prese come compagno Tommaso Rodriguez, che, nato verso il 1598 in Portogallo, era entrato come converso nello stesso Ordine, col nome di Redento della Croce.
I due lasciarono con la legazione Goa il 25 settembre 1638, e, dopo fortunosa navigazione, il 25 ottobre giunsero ad Achén, dove, accolti con segni di simulata letizia, tosto vennero fatti prigionieri. Dionigi, col fratello converso, più degli altri fu tormentato e tentato perché lasciasse la fede cattolica e passasse alla musulmana. In carcere si privava del necessario per carità verso gli altri che sosteneva con la parola, l'aiuto e l'esempio. Dopo la condanna a morte, Redento mori tra i primi, mentre Dionigi sostenne il martirio per ultimo, per suo desiderio, al fine di poter confortare gli altri: fu ucciso con un colpo di spada, che gli divise in due il capo, il 29 novembre 1638.
La cerimonia della beatificazione si tenne il 10 giugno 1900.
Nacque il 7 febbraio 1619 a Beaune.
I suoi genitori, Pierre Parigot e Jeanne Battaille, erano due borghesi influenti e benestanti che indirizzavano prestissimo la bambina ad una vita autenticamente cristiana. All'età di 12 anni Margherita perse entrambi i genitori e suo zio sacerdote, che aveva donato l'antico chiostro alle carmelitane, non seppe fare di meglio che consegnare la nipote alla custodia delle monache, affidando a loro l'educazione della pia fanciulla.
Così, il 24 settembre, con speciale permesso dei Superiori, ella entrò al Carmelo, ricevendo lo stesso giorno la sua Prima Comunione dalle mani di suo zio. Secondo l'usanza dell'Ordine, le viene imposto un nuovo nome, al quale, in ricordo della segnalata grazia quel dì concessa alla fortunata bimba, fu aggiunto il predicato "del SS. Sacramento".
Sin dal tempo del suo noviziato, ella comprese con sorprendente chiarezza che Dio le aveva affidato una particolare missione. Avrebbe dovuto fare conoscere al mondo i tesori della divina Infanzia e le dolorose sofferenze del Salvatore.
Al Carmelo di Beaune, Margherita non trovò solo profonda comprensione per la sua devozione e per il suo amore di Gesù Bambino, ma anche un fertilissimo terreno in cui il divino granello di frumento avrebbe potuto attecchire e svilupparsi rigogliosamente.
Nei primi anni della sua vita religiosa, ella ebbe indicibilmente a soffrire sotto gli assalti spesso durissimi ed accaniti del perverso nemico. Talvolta sembrava che la povera bambina dovesse lottare con "i principati e le potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro gli spiriti del male sparsi nell'aria". Tutto però serviva solo a purificare il suo amore, facendo sì che ella si rifugiasse unicamente ai piedi del Piccolo Gesù.
Ogni mattina ed ogni sera, Margherita trascorreva lungo tempo in orazione davanti al Piccolo Gesù. Quando cadde gravemente ammalata e sentì avvicinarsi la sua ultima ora, chiese insistentemente le si volesse accordare la gioia di vedere trasportato il suo caro Re della Grazia in prossimità dell'infermeria, per poterlo fissare e compiere il suo estremo sacrificio sotto il suo sguardo.
Morì nel 1648, all’età di 20 anni.
Il decreto sulle virtù eroiche è stato promulgato il 10 dicembre 1905.
Nacque a Parigi, da famiglia turonese, il 17 maggio 1578, sesta di quindici figli, crebbe a Parigi e a Tours, dove, nel 1603 incontrò Pietro de Bérulle che voleva e stava per introdurre il Carmelo teresiano in Francia.
Conquistata all'ideale proposto dal futuro cardinale, decise di entrare fra le Carmelitane Scalze. Nel luglio del 1604 a Parigi si unì al gruppo che, sotto la guida di Barbara Acarie (la futura b. Maria dell'Incarnazione), si preparava ad entrare nel Carmelo Teresiano.
Il 17 ottobre 1604, arrivate dalla Spagna le prime Carmelitane Scalze, Maddalena con le compagne entrò nel monastero dell'Incarnazione di Parigi, appositamente eretto, del quale il 12 novembre 1605 fu la prima professa. Il giorno seguente la b. Anna di S. Bartolomeo, compagna e confidente di s. Teresa, nominava la giovane religiosa maestra delle novizie, carica che questa tenne per due anni e mezzo, plasmando la prima generazione francese di Carmelitane Scalze che poi dovevano diffondere in tutta la nazione la fiamma teresiana, sempre sostenute dalla preghiera, dai consigli, dalla prudenza di Maddalena.
Il 20 aprile 1608 fu eletta priora, dimostrandosi subito spiritualmente e apostolicamente matura nel governo delle sue religiose e nell'irradiazione dell'ideale teresiano. Rieletta nel 1611, resse il monastero fino al marzo 1615. Nel luglio di tale anno fu inviata a Tours per aiutare la priora di quel monastero (fondato dal padre di Maddalena), poco preparata alla direzione monastica. Dopo breve sosta a Parigi (marzo-luglio 1616), l'8 luglio 1616 fondò il monastero di Lione e il 7 settembre 1617 un altro monastero, «La Madre di Dio», a Parigi, portando con sé Caterina di Gesù (m. 1623), insigne mistica di cui fu la confidente, la guida e, dopo la morte, su istanza della regina Maria de' Medici, la biografa.
Nel 1624 richiamata al monastero dell'Incarnazione di Parigi fu rieletta priora, restando in questo ufficio poi, fino al 1635.
Morì a Parigi, nel primo monastero dell'Incarnazione, il 30 aprile 1637.
Il 16 luglio 1789 venne promulgato il decreto sulle virtù eroiche.

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