1) Per poter esaminare la Positio compilare l'apposito modulo di richiesta presente in questa pagina.
2) Se la richiesta verrà accettata, invieremo in seguito le condizioni e le istruzioni per consultare il documento.
1. Le norme canoniche riguardanti la procedura da seguire nelle Cause dei Santi sono contenute nella Costituzione Apostolica Divinus Perfectionis Magister promulgata da Giovanni Paolo II il 25 gennaio 1983 (AAS LXXV, 1983, 349-355).
2. Per iniziare una Causa occorre che passino almeno 5 anni dalla morte del candidato. Ciò per consentire maggior equilibrio ed obiettività nella valutazione del caso e per far decantare le emozioni del momento. Tra la gente deve essere chiara la convinzione circa la sua santità (fama sanctitas) e circa l’efficacia della sua intercessione presso il Signore (fama signorum).
Nacque a Valencia (Spagna) il 30 marzo 1862, in una famiglia cristiana di buona posizione socio-economica. Fu battezzata il 31 marzo 1862 nella chiesa di Santo Stefano, nella quale furono battezzati anche San Vincenzo Ferrer e San Luigi Bertrán. Ricevette una accurata formazione umana e cristiana, che contrastava con la mentalità razionalista che si apriva lentamente nella società valenciana del momento e che dette luogo ad una ondata di scristianizzazione. Nel periodo dell'adolescenza e della gioventù, rafforzò la sua vita come cristiana, nutrendosi delle devozioni religiose proprie del momento storico in cui visse, specialmente della devozione a Gesù Sacramentato, all'Immacolata Concezione, a San Giuseppe e a Santa Teresa che la portarono, a loro volta, ad acquisire progressivamente una maggiore sensibilità ed impegno verso i più bisognosi.
Molto presto scoprì il dono dell'amore di Dio che stava sfociando abbondantemente nel suo cuore (cfr. Rm 5, 5) e fece propria la missione di accogliere questo dono nella sua vita allo scopo di essere «Santuario di Dio, dimora dello Spirito» (cfr. 1 Cor 3, 16). La sua intensa vita di preghiera, la sua costante relazione con Dio, furono la forza che resero possibile che in ella maturassero i frutti propri di colui che vive secondo lo Spirito: la gioia, l'umiltà, la costanza, il dominio di se stesso, la pace, la bontà, la dedizione, la laboriosità, la solidarietà ... la fede, la speranza e l'amore. Per tutto questo, coloro che la conobbero ce la presentano come una donna che «Riuscì a vivere l'ordinario in modo straordinario».
Aveva appena 18 anni, quando scoprì che la volontà di Dio sulla sua vita era quella di darsi tutta ed abbandonarsi del tutto alla causa del Regno, per mezzo dell'evangelizzazione e del servizio alla donna operaia, interessandosi alle condizioni di vita e lavorative di queste giovani: una realtà di sofferenza che osservava dalla carrozza che la conduceva da Valencia alla spiaggia di Nazaret, dove la famiglia aveva una casa per riposo e sollievo.
Nel 1884, dopo vari anni di difficoltà ed ostacoli posti, specialmente, dall'allora Arcivescovo di Valencia, il Cardinale Antolín Monescillo, che la reputava troppo giovane per portare a compimento la proposta che gli fece di fondare una Congregazione Religiosa, ottenne da questo il permesso necessario per aprire una casa che accogliesse, formasse e ridesse dignità alle operaie che, dato il crescente processo di industrializzazione del secolo XIX, si spostavano dai paesi alla città per lavorare nelle fabbriche, dove erano considerate meri strumenti di lavoro; «Grande è la tua fede e la tua costanza. Vai ed apri un asilo per queste operaie per le quali con tanta sollecitudine ti interessi e per le quali il tuo cuore sente tanto affetto». Alcuni mesi dopo, in questa stessa casa si inaugurò una scuola per le figlie delle operaie; altre giovani si unirono al suo progetto condividendo gli stessi ideali. Da questo momento cominciò a prendere forma nella sua vita quello che sperimentò come volontà di Dio: «Io e tutto il mio per le operaie». Non si trattava di una frase fatta, era lo spazio che rendeva possibile la chiamata di Dio e la risposta di una persona, Giovanna Maria Condesa Lluch.
Convinta che la sua opera fosse frutto dello Spirito e desiderosa che divenisse una realtà ecclesiale, continuò ad insistere per ottenere il permesso di potersi organizzare come Congregazione Religiosa e così seguire Cristo, dando la vita per Lui nel servizio alle operaie, un impegno che le richiese l'esclusività e, da qui, la sua scelta di vivere in castità, in obbedienza ed in povertà in modo radicale. Purificata nella prova e mantenendo uno spirito sereno, fermo e fiducioso: «Signore, mantienimi ferma accanto alla tua Croce», facendo della fede la sua luce, della speranza la sua forza e dell'amore la sua anima, ottenne l'approvazione diocesana dell'Istituto nel 1892, che crebbe in membri e si estese in diverse zone industriali; nel 1895 emise la Professione temporanea insieme alle prime suore e nel 1911 la Professione perpetua.
Durante tutti questi anni la sua vita, vissuta sull'esempio della Vergine Immacolata, fu una donazione incondizionata alla volontà di Dio, facendo sue le parole di Maria all'annuncio dell'Angelo: «Eccomi sono l'ancella del Signore, si faccia di me secondo la tua parola» (Lc 1, 38), parole che si trasformarono in chiave di spiritualità e in stile di vita, fino al punto di definirsi come «ancella della Ancella del Signore» e di dare nome e significato alla Congregazione da lei fondata.
Il 16 gennaio 1916, Madre Giovanna Maria Condesa Lluch passò a contemplare il volto di Dio per tutta l'eternità, raggiungendo quell'anelito di santità manifestato tante volte alle suore con queste parole: «Essere santa nel cielo, senza alzare polvere sulla terra». Espressione che denota come la sua vita sia trascorsa secondo lo Spirito di Cristo Gesù, coniugando la più sublime delle esperienze, l'intimità con Dio, con l'impegno che le giovani operaie raggiungessero anche questa sublime vocazione, essere immagine e somiglianza del Creatore, e che pose come manifesto il suo essere «Donna biblica, piena di coraggio nelle scelte ed evangelica nelle opere», così come fu definita da uno dei Consultori Teologi che ne studiò le virtù.
L'Istituto, nutrito dalla ferma volontà della sua Fondatrice, il 14 aprile 1937 ottenne l'approvazione temporanea pontificia da parte di Sua Santità Pio XI ed il 27 gennaio 1947 l'approvazione definitiva da parte di Sua Santità Pio XII.
La cerimonia della beatificazione si è svolta il 23 marzo 2003.
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1. Le norme canoniche riguardanti la procedura da seguire nelle Cause dei Santi sono contenute nella Costituzione Apostolica Divinus Perfectionis Magister promulgata da Giovanni Paolo II il 25 gennaio 1983 (AAS LXXV, 1983, 349-355).
2. Per iniziare una Causa occorre che passino almeno 5 anni dalla morte del candidato. Ciò per consentire maggior equilibrio ed obiettività nella valutazione del caso e per far decantare le emozioni del momento. Tra la gente deve essere chiara la convinzione circa la sua santità (fama sanctitas) e circa l’efficacia della sua intercessione presso il Signore (fama signorum).
Nacque a Riudecanyes il 28 maggio 1848 e venne battezzata il giorno successivo nella parrocchia della sua città natale.
L'8 luglio, Antonio Guasch, suo padre, che era già uscito di casa, strappò violentemente sua figlia Teresita dalle braccia di sua moglie e fuggì con lei, mettendo in pericolo la vita della bambina. La ragazza fu recuperata dalla nonna materna, Magdalena, aiutata da altri uomini della città.
L'8 agosto 1848 Teresa Toda la presentò all'Arcivescovo di Tarragona, per amministrare il Sacramento della Confermazione. Dalla fine di quell'anno Teresita iniziò a vivere a Tarragona, con la madre, la nonna e gli zii. Nel 1853, fu iscritta al Collegio della Compagnia d Maria. Sua madre voleva un'educazione attenta per sua figlia, in particolare una formazione ben fondata su principi e valori cristiani, e che lei, in famiglia, cercava di inculcare.
Dio stava preparando la via affinché, madre e figlia, diventassero un terreno pronto a ricevere la chiamata che era loro riservata.
Nel 1863, sua madre confidò a Teresa il suo desiderio di consacrarsi a Dio, fondando un Istituto religioso per l'accoglienza e l'educazione delle ragazze orfane. Teresa Guasch, che aveva pensato di unirsi a un'altra Congregazione, accettò pienamente il progetto di sua madre.
Da questo momento Teresa Toda e Teresa Guasch, madre e figlia, in perfetta unione e armonia, avevano un solo obiettivo: consacrare la propria vita a Dio e fondare una Congregazione al servizio degli orfani, preferibilmente.
Consigliate dal dott. Caixal, canonico della cattedrale di Tarragona e direttore spirituale della madre, esse preparano e organizzano tutto in silenzio, superando molte difficoltà e senza mai perdere la loro fede incrollabile in Dio.
Nel 1883, adottata dal Vicario Capitolare del Vescovado di Barcellona il primo Costituzioni dell'Istituto, insieme a sua madre e tre sorelle, Catherine Pera, Rosa Maria Valles e Capdevila, Teresa Guasch fa la sua professione religiosa.
Teresa Guasch incarnava meglio di chiunque altro l'ideale di sua madre, diventerà l'ispiratrice, il pedagogo e l'anima della Congregazione. Prima nella vita di sua madre, e poi come seguace del suo lavoro.
Nel 1898, dopo la morte di sua madre, fu eletta Superiora generale della Congregazione, carica che mantenne fino alla morte. Nel 1902 ottenne l'approvazione diocesana definitiva e nel 1911 il decreto di lode e l'approvazione definitiva dell'Istituto.
Seguirono altre fondazioni: 1902, Sabadell, 1906, Roda de Bará e 1916 Tarragona.
Nel 1912 subì una grave malattia che non sarebbe un ostacolo per continuare, con perseveranza e perseveranza di fronte al suo lavoro. Ma la malattia minò il suo corpo e lei, che aveva sempre lavorato instancabilmente, moltiplicò la sua attività negli ultimi giorni perché sentiva già vicina la fine.
Il 15 dicembre, sabato, tra le 11 e le 12 di sera rese la sua anima a Dio.
Il decreto sulle virtù eroiche è stato promulgato il 19 aprile 2004.
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