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mardi, 26 juillet 2016 02:00

Isidoro della Natività della B.V.M.

Nacque a Carpeneto, in provincia di Alessandria, il giorno 8 luglio 1696. Fu battezzato nello stesso giorno per pericolo di morte e gli fu imposto il nome di Giacomo Antonio Sciuto. Terzo di quattro fratelli, apparteneva ad una modesta famiglia, di profonda fede e di grande laboriosità. Per le varie difficoltà del suo tempo rimase privo di cultura e pressoché analfabeta come molti tra i suoi contemporanei, riuscendo soltanto a leggere.
Nel 1721 entrò nell’Ordine del Carmelo e l’8 settembre, festa della Natività della Vergine, ne indossò l'abito nel convento di S. Maria della Scala in Roma, dove trascorse due anni di formazione. Procurò subito di apprendere il vero spirito carmelitano dedicandosi, distinguendosi nella fedele ed esatta osservanza di ogni prescrizione. Approfondendo la conoscenza della storia dell'Ordine, fu attratto particolarmente dalla gigantesca figura del profeta Elia e da santa Teresa di Gesù, Il 9 settembre 1723 emise i voti solenni nelle mani del consigliere generale padre Bernardo Maria di Gesù.
Non destinato al sacerdozio, fu adibito al servizio della questua, percorrendo le strade di Roma e del Lazio in una itineranza senza sosta per chiedere la carità dei fedeli e giovare così alle necessità della sua comunità con spirito di fede e di fraterna disponibilità.
Fu un uomo di grande fede che attinse alle sacre fonti della Scrittura e all'insegnamento della Chiesa. Dalla poche fonti conservate è attestato che egli trascorresse lunghe ore di preghiera dinanzi al Signore, di notte e di giorno; allo spirito di orazione aggiunse l'esercizio di continua penitenza. Da fonti coeve egli fu definito "santerello", espressione sintetica del suo apostolato spicciolo e umile, permeato di grande compassione e commiserazione per tutte le miserie umane del suo tempo.
Spinto dall'amore verso la spiritualità carmelitana e desiderando promuoverne lo sviluppo, con licenza dei superiori «radunò molte oneste vergini devote a Dio, e, dopo averle formate in ogni genere di virtù, le rivestì dell'abito del nostro terz'Ordine. Correva l'anno 1737. In seguito vi fu l'approvazione dell'Ordine Carmelitano e del Vescovo della diocesi di Veroli essendo quella prima casa in Boville Ernica (Bauco). Essa diverrà la culla dell'Istituto; da essa sciameranno altre comunità impegnate in scuole, asili ed altre opere di assistenza. Furono dapprima denominate "Maestre pie carmelitane" e si impiegheranno nel curare la formazione umana e cristiana delle fanciulle».
Nel 1767 il suo Istituto venne affiliato all'Ordine con il compito specifico della santificazione dei propri membri attraverso una vita di orazione e di unione con Dio congiunta all'apostolato tra la gioventù nelle parrocchie, negli asili, nelle scuole e collegi e nei laboratori per ragazze.
Due anni dopo, venne colpito da una malattia che si manifestava con affanno di petto, tosse convulsa ed altri malanni. Ricevuti i conforti religiosi, con l’assistenza dai confratelli di S. Maria della Vittoria in Roma, il 23 dicembre 1769, a 73 anni di età, morì.

 

L'Inchiesta diocesana sulla "vita, virtù e fama di santità" si è chiusa il 21 giugno 2005. Il decreto di validità è stato concesso il 13 luglio 2007.

lundi, 23 janvier 2017 01:00

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La famiglia avrà finalmente un faro nella compagnia dei Santi, presto sarà innalzata agli onori degli altari la prima coppia dell’epoca moderna: Luigi e Maria Azelia Martin, genitori di Santa Teresa di Lisieux, saranno canonizzati il prossimo 18 ottobre. L’annuncio è arrivato pochi minuti fa dal Santo Padre, nel seno del Concistoro in corso.

Approvazione del miracolo  

Il 4 marzo scorso, il bollettino della Santa Sede comunicava che nel corso dell’udienza concessa al cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, papa Francesco ha autorizzato la promulgazione dei decreti di approvazione dei miracoli attribuiti all’intercessione della beata Elisabetta della Trinità e del Venerabile Maria-Eugenio del Bambino Gesù.

Il miracolo attribuito all’intercessione della Beata Elisabetta della Trinità è avvenuto nell’aprile dell’anno 2002 a Flavignerot (Digione), durante un pellegrinaggio che la Signora Marie-Paul Stevens fece, accompagnata da due cari amici, per dare un ultimo saluto all’amata Elisabetta e chiedere la grazia di morire da cristiana, dando testimonianza all’amore infinito di Dio. Infatti, la sindrome di Sjogren, che si era progressivamente manifestata a partire dal 1997, l’aveva portata prima all’invalidità completa e poi alle soglie della morte, nell’impossibilità di nutrirsi di cibi solidi, di deambulare senza aiuto e con vari altri disturbi. La guarigione dei sintomi fu sorprendentemente e inaspettatamente immediata, completa e duratura.

Rendiamo grazie a Dio!

Approvazione del miracolo  

Il 4 marzo scorso, il bollettino della Santa Sede comunicava che nel corso dell’udienza concessa al cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, papa Francesco ha autorizzato la promulgazione dei decreti di approvazione dei miracoli attribuiti all’intercessione della beata Elisabetta della Trinità e del Venerabile Maria-Eugenio del Bambino Gesù.

Il miracolo grazie al quale il Venerabile Maria-Eugenio del Bambino Gesù potrà essere beatificato, è avvenuto il 27 ottobre del 1986. Riguarda un bambino che, pochi giorni dopo la nascita, fu operato per la comparsa di un linfangioma cistico del collo e, dopo tre giorni, dovette esser rioperato d’urgenza a causa di un’improvvisa emorragia. Una fistola del dotto linfatico causava un’abbondante perdita linfatica, con conseguenti problematiche metaboliche, infettive e nutrizionali che ne stavano gravemente compromettendo la sopravvivenza. L’improvvisa e misteriosa scomparsa del tubo di drenaggio a livello della ferita segnò il rapido miglioramento delle condizioni del bambino che poté essere nutrito normalmente e dimesso dall'ospedale senza ulteriori complicazioni.

Rendiamo grazie a Dio!