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vendredi, 02 août 2019 17:20

Iter - Víctor Rodríguez Martínez

1. Le norme canoniche riguardanti la procedura da seguire nelle Cause dei Santi sono contenute nella Costituzione Apostolica Divinus Perfectionis Magister promulgata da Giovanni Paolo II il 25 gennaio 1983 (AAS LXXV, 1983, 349-355).

2. Per iniziare una Causa occorre che passino almeno 5 anni dalla morte del candidato. Ciò per consentire maggior equilibrio ed obiettività nella valutazione del caso e per far decantare le emozioni del momento. Tra la gente deve essere chiara la convinzione circa la sua santità (fama sanctitas) e circa l’efficacia della sua intercessione presso il Signore (fama signorum).


vendredi, 02 août 2019 17:01

Víctor Rodríguez Martínez

Víctor nacque il 12 aprile 1925 a Quintanadiez de la Vega (Palencia), figlio di Daniel Rodríguez e Margarita Martínez. Quattro giorni dopo, il 16 aprile, fu battezzato nella parrocchia di El Salvador e lì ricevette anche la Cresima il 5 ottobre 1929. Nacque in una famiglia solidamente cristiana, in cui si partecipava sempre alle celebrazioni parrocchiali, si pregava il rosario insieme ogni giorno, ci si guadagnava da vivere come contadini, si manteneva una bella amicizia con i vicini, si accoglievano e si ospitavano i poveri di passaggio per il paese.
 
All’età di due anni ebbe un'esperienza di grazia che segnò tutta la sua vita. Lo descrive così nei suoi scritti autobiografici: “Quando venne la morte per portarmi via, nel varcare la soglia, lì incontrai Gesù, Maria e Giuseppe. La Vergine mi protesse e mi prese per mano. Avevo due anni e pensavano che fossi morto. Improvvisamente una macchia rossa apparve sulla mia fronte e sul mio viso. Ecco perché mi chiamavano “pinto” (pitturato)”. Per il resto, la sua infanzia trascorse normalmente e la sua giovinezza fu quella di un ragazzo responsabile e laborioso. Le circostanze familiari, in particolare la morte del fratello Natalio durante la guerra civile, lo portarono ad aiutare il padre fin dall'età di 14 anni nei lavori agricoli tipici delle persone adulte.
 
Il 24 luglio 1948 sposò María Asunción Merino nel Santuario di Nostra Signora della Valle di Saldaña, Regina e Patrona della regione, ai piedi della Vergine che lo aveva riportato in vita! Per tirare avanti con la sua nuova casa, continuò a lavorare con suo padre, ma allo stesso tempo, per aumentare il suo reddito, iniziò ad allevare galline ovaiole con ottimi risultati. L'attività era così redditizia che presto fu in grado di espandere i magazzini, aprendo un negozio di mangimi e uova a Medina del Campo e un altro a Madrid in Calle Marcelo Usera, così da vendere direttamente quanto produceva. Al culmine dell’abbondanza, nel 1966, ci fu una crisi nazionale dell'industria avicola che lo colpì in modo brutale; così perse tutto e dovette mettere all’asta i suoi beni per soddisfare i suoi debiti con i creditori.
 
Quella che per la maggior parte dei mortali sarebbe stata la più grande disgrazia, per lui divenne la grazia più grande della vita, come testimonia il suo confessore padre Juan Jesús: “Era strano e sorprendente sentirlo dire che la grazia più grande che Dio gli aveva dato in tutta la vita, fu la rovina finanziaria, poiché in tal modo si liberò totalmente dalla cecità e dalla schiavitù del denaro e dei beni materiali, che sarebbe stata la sua rovina, servendogli insieme come illuminazione interiore e trasformazione della mente e del cuore”. Capì che tutto poteva fallire tranne Dio e quello fu il momento chiave della sua conversione.
 
Si trasferì con la sua famiglia da Medina del Campo a Madrid dove trovò lavoro come operaio nella fabbrica di imbottigliamento Pepsi-Cola, guadagnando velocemente la fiducia dei colleghi, testimoni della sua operosità, responsabilità, semplicità e gentilezza, al punto da essere ben presto scelto come loro “rappresentante” davanti all'azienda. E Victor non li deluse, perché di tanto in tanto ricevettero dei bonus per loro e nei momenti di conflitto con i vertici li difese sempre, anche in tribunale. D’altro canto, approfittò anche dell’ascendente sui compagni, per avvicinarne molti al Signore, specialmente attraverso i Cursillos de Cristiandad. Le sue parole sul Signore e il suo comportamento attento e caritatevole gli procurarono il soprannome di “Padre Vittore”, quasi fosse un sacerdote.
 
Nel 1986 gli fu concessa l'invalidità temporanea per cardiopatia ischemica e nell'aprile 1988 si parlò di invalidità permanente per “possibile morbo di Alzheimer”. Una volta congedato dal lavoro per questo motivo e avendo ormai sistemato i suoi figli sistemati, decise di andare a vivere a Velillas del Duque (Palencia) dove sua moglie aveva ereditato la casa dei suoi genitori. Lì, trovò un ambiente più tranquillo e sereno, oltre che un ambiente meno inquinato, favorevole al recupero fisico e alla vita di preghiera; così trascorse i 12 anni più sereni della sua vita, dedicandosi intensamente e totalmente alla preghiera e all'apostolato. Ma il morbo di Alzheimer progredì e la famiglia decise di tornare a Medina del Campo in cerca di quelle cure mediche che non si potevano avere a Velillas del Duque. Un anno e mezzo prima della sua morte, quando la malattia era molto avanzata e i suoi non riuscivano più a sostenere le cure di cui aveva bisogno, decisero di portarlo al Centro Diurno della Croce Rossa, dove si spense all’alba del 21 febbraio 2012.
 
Lungo la sua esistenza Victor conobbe e amò il Carmelo, emettendo la professione come Carmelitano scalzo secolare; seguendo i suoi fondatori santa Teresa di Gesù e san Giovanni della Croce, si distinse per essere un uomo di preghiera, attraverso una profonda esperienza di Dio e un amore speciale per Maria. Nel suo grande amore per l'Eucaristia decise anche di iscriversi all'Adorazione notturna, senza mancare mai all'appuntamento, la sera del 21 di ogni mese. Inoltre, fu membro secolare della Congregazione di San Filippo Neri, di cui divenne Fratello Maggiore per sei anni consecutivi, distinguendosi per la dedizione e delicatezza verso i malati. Infine, come già detto, appartenne ai Cursillos de Cristiandad, cosa che gli permise di realizzare un rinnovamento religioso in molti suoi colleghi in fabbrica.

 

Il 18 dicembre 2021 è stato aperto il processo diocesano sulla "vita, virtù eroiche, fama di santità e di segni" nella diocesi di Valladolid.


ATTENZIONE

1) Per poter esaminare la Positio compilare l'apposito modulo di richiesta presente in questa pagina.
2) Se la richiesta verrà accettata, invieremo in seguito le condizioni e le istruzioni per consultare il documento.


 


(Se religioso/a: passaporto o carta di identità, lettera del Superiore Generale. Se sacerdote: passaporto o carta di identità, lettera del vescovo. Se laico: passaporto o carta di identità, lettera centro di studi di appartenenza)

vendredi, 02 août 2019 15:56

Iter - Anselmo di Sant'Andrea Corsini

1. Le norme canoniche riguardanti la procedura da seguire nelle Cause dei Santi sono contenute nella Costituzione Apostolica Divinus Perfectionis Magister promulgata da Giovanni Paolo II il 25 gennaio 1983 (AAS LXXV, 1983, 349-355).

2. Per iniziare una Causa occorre che passino almeno 5 anni dalla morte del candidato. Ciò per consentire maggior equilibrio ed obiettività nella valutazione del caso e per far decantare le emozioni del momento. Tra la gente deve essere chiara la convinzione circa la sua santità (fama sanctitas) e circa l’efficacia della sua intercessione presso il Signore (fama signorum).


vendredi, 02 août 2019 15:49

Anselmo di Sant'Andrea Corsini

Nacque il 24 febbraio 1884 a Marszowice, parrocchia di Niegowić, nell’arcidiocesi di Cracovia (Polonia) in una famiglia profondamente religiosa e numerosa, figlio di Antonio e Salomea Kowalska. Negli anni 1891-1894 Maciej frequentò la scuola popolare a Niegowić e in questo periodo si accostò alla Prima Comunione. Dal 1895 a Wadowice frequentò il ginnasio locale e fu alunno del convitto carmelitano, dove conobbe San Rafał Kalinowski, rinnovatore del Carmelo in Polonia. La sua personalità e la santità esercitarono una grande influenza sulla successiva vita di Maciej.

Nel 1901 a Czerna prese l’abito armelitano, e nel 1902 emise la professione religiosa. Nel noviziato, entusiasta della scoperta di essere un „figlio di Maria”, dedicò a Lei tutto se stesso. Alla decisione presa: "voglio e devo essere santo", rimase fedele fino alla fine della sua vita. Gli studi teologici li svolse a Roma, dove il 25 luglio 1907 venne ordinato sacerdote. Dal 1909 al 1918 insegnò teologia a Cracovia e Vienna, fu inoltre tutore dei chierici. Era noto anche per la vasta attività pastorale svolta in qualità di padre spirituale, di direttore degli esercizi spirituali e di predicatore. A Cracovia in 1914 fondò e diresse la Confraternità del Bambino Gesù Praghese. Negli anni 1918-1920 fu priore a Wadowice dove fondò un Seminario Minore. Nel 1920 venne nominato dal Definitorio Generale primo Provinciale della risorta Provincia Polacca dei Carmelitani Scalzi. Cercò di recuperare i conventi che erano stati chiusi e con premura si prese cura della profonda vita spirituale delle comunità carmelitane.

Nel 1921, con la collaborazione della Venerabile Serva di Dio Teresa di San Giuseppe (Janina Kierocińska, 1885-1946), fondò la Congregazione delle Suore Carmelitane del Bambino Gesù alla quale trasmise il carisma dell’infanzia Divina secondo la "piccola via" di Santa Teresa di Gesù Bambino. Dal 1935 la Congregazione é agregata all’Ordine.

Dal 1925 stette a Roma, dove gli venne affidato il compito di organizzare il Collegio Internazionale dell’Ordine, negli anni 1926-45 ne fu il suo primo rettore, dal 1935 anche come preside della Facoltà Teologica. Negli anni 1931-1947 svolse anche la funzione di consigliere generale; gli venne affidato il compito di svolgere delle visitazioni in varie province dell’Ordine. Per nomina di Papa Pio XI divenne Visitatore Apostolico dei seminari ecclesiastici in Polonia, dei collegi nazionali a Roma. Nel 1940 Papa Pio XII lo nominò consultore della Congregazione per i Seminari e le Università Cattoliche.

Al ritorno in Polonia nel 1947 per altre tre volte svolse la funzione di padre provinciale. Diede sempre testimonianza di devota vita sacerdotale e carmelitana, si curò di tenere alto il livello di vita spirituale dei fratelli e delle suore nel Carmelo; fu padre spirituale di molte persone consacrate e laiche, da lui condotte alla santità. Si distinse per fervida carità del prossimo, per impegno, serenità d’animo, per prudenza, umiltà e semplicità. Con carità paterna si apriva alle esigenze del prossimo. Si occupò anche della formazione della Congregazione da lui fondata, ne elaborò le Costituzioni e fece lascito di un cospiquo numero di suoi scritti spirituali.

Gli ultimi 10 anni di vita li trascorse nel convento dei Carmelitani scalzi di Łódź. Nonostante la salute debole e le esperienze spirituali, fino alla fine partecipò agli atti della vita della comunità, si abbandonò all’apostolato della preghiera e della sofferenza. L’intera sua vita fu esempio di pazienza e di fedeltà alla vocazione carmelitana. Il segreto della sua vita spirituale lo espresse nelle parole: "Per tutta la vita mi sono esercitato nella pratica della carità del Bambino Gesù".

Morì in fama di santità il 15 ottobre 1969. I Suoi resti terreni riposano nel vestibolo della chiesa dei Carmelitani scalzi di Łódź. Il processo di beatificazione nell’arcidiocesi di Łódź é cominciato il 2 febbraio 2002, e si è svolto negli anni 2002-2008. Gli atti del processo sono stati trasmessi alla Congregazione per le Cause dei Santi a Roma.

jeudi, 02 mai 2019 12:17

Documentazione [Isabella Morfini]


ATTENZIONE

1) Per poter esaminare la Positio compilare l'apposito modulo di richiesta presente in questa pagina.
2) Se la richiesta verrà accettata, invieremo in seguito le condizioni e le istruzioni per consultare il documento.


 


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