1. Le norme canoniche riguardanti la procedura da seguire nelle Cause dei Santi sono contenute nella Costituzione Apostolica Divinus Perfectionis Magister promulgata da Giovanni Paolo II il 25 gennaio 1983 (AAS LXXV, 1983, 349-355).
2. Per iniziare una Causa occorre che passino almeno 5 anni dalla morte del candidato. Ciò per consentire maggior equilibrio ed obiettività nella valutazione del caso e per far decantare le emozioni del momento. Tra la gente deve essere chiara la convinzione circa la sua santità (fama sanctitas) e circa l’efficacia della sua intercessione presso il Signore (fama signorum).
Il 18 dicembre 2021 è stato aperto il processo diocesano sulla "vita, virtù eroiche, fama di santità e di segni" nella diocesi di Valladolid.
1) Per poter esaminare la Positio compilare l'apposito modulo di richiesta presente in questa pagina.
2) Se la richiesta verrà accettata, invieremo in seguito le condizioni e le istruzioni per consultare il documento.
1. Le norme canoniche riguardanti la procedura da seguire nelle Cause dei Santi sono contenute nella Costituzione Apostolica Divinus Perfectionis Magister promulgata da Giovanni Paolo II il 25 gennaio 1983 (AAS LXXV, 1983, 349-355).
2. Per iniziare una Causa occorre che passino almeno 5 anni dalla morte del candidato. Ciò per consentire maggior equilibrio ed obiettività nella valutazione del caso e per far decantare le emozioni del momento. Tra la gente deve essere chiara la convinzione circa la sua santità (fama sanctitas) e circa l’efficacia della sua intercessione presso il Signore (fama signorum).
Nacque il 24 febbraio 1884 a Marszowice, parrocchia di Niegowić, nell’arcidiocesi di Cracovia (Polonia) in una famiglia profondamente religiosa e numerosa, figlio di Antonio e Salomea Kowalska. Negli anni 1891-1894 Maciej frequentò la scuola popolare a Niegowić e in questo periodo si accostò alla Prima Comunione. Dal 1895 a Wadowice frequentò il ginnasio locale e fu alunno del convitto carmelitano, dove conobbe San Rafał Kalinowski, rinnovatore del Carmelo in Polonia. La sua personalità e la santità esercitarono una grande influenza sulla successiva vita di Maciej.
Nel 1901 a Czerna prese l’abito armelitano, e nel 1902 emise la professione religiosa. Nel noviziato, entusiasta della scoperta di essere un „figlio di Maria”, dedicò a Lei tutto se stesso. Alla decisione presa: "voglio e devo essere santo", rimase fedele fino alla fine della sua vita. Gli studi teologici li svolse a Roma, dove il 25 luglio 1907 venne ordinato sacerdote. Dal 1909 al 1918 insegnò teologia a Cracovia e Vienna, fu inoltre tutore dei chierici. Era noto anche per la vasta attività pastorale svolta in qualità di padre spirituale, di direttore degli esercizi spirituali e di predicatore. A Cracovia in 1914 fondò e diresse la Confraternità del Bambino Gesù Praghese. Negli anni 1918-1920 fu priore a Wadowice dove fondò un Seminario Minore. Nel 1920 venne nominato dal Definitorio Generale primo Provinciale della risorta Provincia Polacca dei Carmelitani Scalzi. Cercò di recuperare i conventi che erano stati chiusi e con premura si prese cura della profonda vita spirituale delle comunità carmelitane.
Nel 1921, con la collaborazione della Venerabile Serva di Dio Teresa di San Giuseppe (Janina Kierocińska, 1885-1946), fondò la Congregazione delle Suore Carmelitane del Bambino Gesù alla quale trasmise il carisma dell’infanzia Divina secondo la "piccola via" di Santa Teresa di Gesù Bambino. Dal 1935 la Congregazione é agregata all’Ordine.
Dal 1925 stette a Roma, dove gli venne affidato il compito di organizzare il Collegio Internazionale dell’Ordine, negli anni 1926-45 ne fu il suo primo rettore, dal 1935 anche come preside della Facoltà Teologica. Negli anni 1931-1947 svolse anche la funzione di consigliere generale; gli venne affidato il compito di svolgere delle visitazioni in varie province dell’Ordine. Per nomina di Papa Pio XI divenne Visitatore Apostolico dei seminari ecclesiastici in Polonia, dei collegi nazionali a Roma. Nel 1940 Papa Pio XII lo nominò consultore della Congregazione per i Seminari e le Università Cattoliche.
Al ritorno in Polonia nel 1947 per altre tre volte svolse la funzione di padre provinciale. Diede sempre testimonianza di devota vita sacerdotale e carmelitana, si curò di tenere alto il livello di vita spirituale dei fratelli e delle suore nel Carmelo; fu padre spirituale di molte persone consacrate e laiche, da lui condotte alla santità. Si distinse per fervida carità del prossimo, per impegno, serenità d’animo, per prudenza, umiltà e semplicità. Con carità paterna si apriva alle esigenze del prossimo. Si occupò anche della formazione della Congregazione da lui fondata, ne elaborò le Costituzioni e fece lascito di un cospiquo numero di suoi scritti spirituali.
Gli ultimi 10 anni di vita li trascorse nel convento dei Carmelitani scalzi di Łódź. Nonostante la salute debole e le esperienze spirituali, fino alla fine partecipò agli atti della vita della comunità, si abbandonò all’apostolato della preghiera e della sofferenza. L’intera sua vita fu esempio di pazienza e di fedeltà alla vocazione carmelitana. Il segreto della sua vita spirituale lo espresse nelle parole: "Per tutta la vita mi sono esercitato nella pratica della carità del Bambino Gesù".
Morì in fama di santità il 15 ottobre 1969. I Suoi resti terreni riposano nel vestibolo della chiesa dei Carmelitani scalzi di Łódź. Il processo di beatificazione nell’arcidiocesi di Łódź é cominciato il 2 febbraio 2002, e si è svolto negli anni 2002-2008. Gli atti del processo sono stati trasmessi alla Congregazione per le Cause dei Santi a Roma.
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