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jeudi, 03 novembre 2022 12:34

Iter - Colomba di Gesù Ostia

1. Le norme canoniche riguardanti la procedura da seguire nelle Cause dei Santi sono contenute nella Costituzione Apostolica Divinus Perfectionis Magister promulgata da Giovanni Paolo II il 25 gennaio 1983 (AAS LXXV, 1983, 349-355).

2. Per iniziare una Causa occorre che passino almeno 5 anni dalla morte del candidato. Ciò per consentire maggior equilibrio ed obiettività nella valutazione del caso e per far decantare le emozioni del momento. Tra la gente deve essere chiara la convinzione circa la sua santità (fama sanctitas) e circa l’efficacia della sua intercessione presso il Signore (fama signorum).


jeudi, 03 novembre 2022 12:22

Colomba di Gesù Ostia

La Serva di Dio Colomba di Gesù Ostia (al secolo: Anna Antonietta Mezzacapo) nacque a Marcianise (Caserta, Italia) il 15 giugno 1914. Cresciuta in un ambiente familiare cristiano e nella partecipazione alla vita della parrocchia, cominciò un cammino di vita spirituale sotto la guida del parroco e, contemporaneamente, dopo la scuola elementare, si rese disponibile ad aiutare i genitori nelle faccende domestiche e nei loro negozi di ferramenta e di generi alimentari. Nel 1932, entrò nel Monastero di clausura delle Carmelitane Scalze di Marcianise dove, negli anni successivi, la seguirono due sue sorelle.

La Serva di Dio emise la prima professione il 6 giugno 1934 e quella solenne il 24 novembre 1938. Nominata Maestra delle novizie nel 1945, fu eletta Priora nel 1951 e confermata per altri quattro trienni successivi. In questo periodo si dedicò alla formazione spirituale delle consorelle e alla realizzazione di lavori di ristrutturazione del monastero.

Nel 1961, a causa di problemi relazionali con una novizia e alcune consorelle, la Santa Sede procedette ad una visita apostolica, fatta nel 1962 da P. Agostino Rosati, O.S.S.T., e terminata con il riconoscimento dell’innocenza piena della Serva di Dio, che venne confermata nella sua carica di Priora. Nel 1965, si svolge un’altra visita canonica da parte dell’Arcivescovo di Capua, Mons. Tommaso Leonetti, causata da nuove accuse di alcune consorelle. In tutte queste prove, Madre Colomba rimase serena, con la capacità di perdonare tutti. La Serva di Dio continuò a servire la comunità con grande umiltà, svolgendo il suo apostolato in parlatorio.

Nel 1968 fu eletta nuovamente Priora ma, ammalatasi alla fine dello stesso anno, venne sottoposta ad un delicato intervento chirurgico nel gennaio del 1969.

Morì a Marcianise (Italia) il 13 agosto 1969.

Il decreto sulle virtù eroiche è stato promulgato il 22 maggio 2021.


ATTENZIONE

1) Per poter esaminare la Positio compilare l'apposito modulo di richiesta presente in questa pagina.
2) Se la richiesta verrà accettata, invieremo in seguito le condizioni e le istruzioni per consultare il documento.


 


(Se religioso/a: passaporto o carta di identità, lettera del Superiore Generale. Se sacerdote: passaporto o carta di identità, lettera del vescovo. Se laico: passaporto o carta di identità, lettera centro di studi di appartenenza)

1. Le norme canoniche riguardanti la procedura da seguire nelle Cause dei Santi sono contenute nella Costituzione Apostolica Divinus Perfectionis Magister promulgata da Giovanni Paolo II il 25 gennaio 1983 (AAS LXXV, 1983, 349-355).

2. Per iniziare una Causa occorre che passino almeno 5 anni dalla morte del candidato. Ciò per consentire maggior equilibrio ed obiettività nella valutazione del caso e per far decantare le emozioni del momento. Tra la gente deve essere chiara la convinzione circa la sua santità (fama sanctitas) e circa l’efficacia della sua intercessione presso il Signore (fama signorum).


lundi, 27 juin 2022 11:16

Juan de Palafox y Mendoza (Vescovo)

Nacque a Fitero (Navarra), in Spagna, il 24 giugno del 1600, e fu battezzato il 29 giugno, festa di San Pietro, verso il quale ebbe sempre speciale devozione.
Nel 1610 fu affidato, per la sua educazione, alle cure del vescovo di Tarazona don Diego de Yepes, e per cinque anni frequentò il Collegio della Compagnia di Gesù nella città di Tarazona, da dove poi passò alle Università di Huesca, Alcalá e Salamanca. Finiti gli studi, nel 1621 ritornò ad Ariza, dove governò gli stati di suo padre il Marchese ed ebbe l’opportunità di leggere ed approfondire molti altri autori e testi.
Per interessamento del Conte-Duca de Olivares gli furono offerti posti ed onori nella Madrid di Filippo IV, prima nel Consiglio di Guerra, nel 1626, e, dal 1629, in quello delle Indie, distinguendosi notabilmente per la sua prudenza e intelligenza nei suoi interventi in entrambi.
Nel 1629 ebbe luogo un fatto decisivo nella sua vita, in quanto, dopo un anno di intensa preparazione, nella preghiera e nella penitenza, ricevette l’ordinazione sacerdotale il 15 aprile. Poco dopo l’ordinazione il Re gli conferì la missione di accompagnare, in qualità di cappellano ed elemosiniere, sua sorella Maria, divenuta sposa del re di Ungheria, futuro imperatore. Fu durante questo viaggio di oltre un anno per l’Europa che ebbe luogo il suo incontro mistico con l’Umanità di Cristo attraverso un Crocifisso, con le braccia e le gambe spezzate dagli eretici. Sentì che il Crocifisso gli chiedeva di non lasciarlo lì abbandonato; lo prese con sé, lo fece restaurare, e fu suo compagno di viaggio per il resto della sua vita.
Nel 1639, dopo le opportune consultazioni, don Giovanni de Palafox fu designato per la sede episcopale di Puebla de los Ángeles, con l’aggiunta di altri importanti incarichi di governo nella Nuova Spagna, come quello di Visitatore. Partì per le Indie nel 1640 e là rimase fino al 1649, disimpegnando importanti incarichi al servizio della monarchia e della Chiesa, non senza dispiaceri e incomprensioni da parte di coloro che rifiutavano di sottomettersi alle direttive della disciplina ecclesiastica e all’ordine stabilito dalle leggi della monarchia. In quelle terre si ricorda ancora il Beato Palafox come il grande riformatore, l’instancabile pastore di anime, il protettore dei diseredati e degli indigeni, e anche come il costruttore della cattedrale e di numerosi altri edifici, e il fondatore della Biblioteca Palafoxiana, formata da diverse migliaia di volumi che regalò dalla sua biblioteca privata portata dalla Spagna.
Come prelato, si distinse per la sua attenzione pastorale ed educativa, creando i Collegi di San Pietro e San Paolo per la formazione dei seminaristi, erigendo in essi e dotando cattedre di lingue indigene, senza la conoscenza delle quali non ordinava i sacerdoti. La costruzione della cattedrale, di chiese parrocchiali e altre fondazioni furono sempre al centro della sua attenzione, così come l’istruzione del popolo fedele nella dottrina della fede, mediante le catechesi che lui stesso impartiva nelle sue visite.
Da buon canonista e zelante pastore, ebbe speciale preoccupazione di applicare strettamente le norme promulgate dal Concilio di Trento, riguardanti la disciplina ecclesiastica, il culto eucaristico, il culto mariano e dei santi, la dignità della liturgia e del canto, e, soprattutto, quelle riguardanti una delle sue più costanti preoccupazioni, la formazione del clero.
Il Vescovo Palafox dovette ritornare in Spagna, per ordine del re, in seguito ai problemi sorti intorno ai suoi interventi come riformatore, ma continuò governando la Diocesi, per mezzo dei suoi vicari e di lettere pastorali fino al 1654, in cui fu trasferito a quella di Osma, dove continuò esercitando il suo zelo pastorale fino alla santa morte, avvenuta nel palazzo episcopale di quella città il 1 ottobre 1659.

La cerimonia della beatificazione si è svolta il 5 giugno 2011.


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