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Andrea Corsini della Vergine del Pilar (Miguel Palomar Martín) 1887-1936; Fernando di S. Teresa (Mariano Górriz Martínez) 1882-1936; Eusebio di Gesù (Eusebio Galindo Zurdo) 1887-1936; Edoardo della Vergine dei Derelitti (José Sanchís Navarro) 1913-1936; Roberto della Vergine del Pilar (Juan Ichaso Montes) 1913-1936; Francesco di Gesù Bambino (Justo Vivó Huguet) 1895-1936; Angelo Maria della S. Famiglia (Bautista Broch Carda) 1890-1936; Ollegario di S. Giuseppe (Miguel Reanu Tomás) 1897-1936; Angelico della Vergine del Carmine (Sabiniano Cabañas Mecoleta) 1903-1936; Placido della Vergine del Pilar (Plácido Prats Pastor) 1865-1936; Michele del S. Cuore (Miguel Artola Avila) 1875-1936; Giuseppe Raimondo della Vergine del Pilar (Mariano Palomar Martín) 1885-1936; Gonzalo di S. Cecilia (José Huguet Diago) 1884-1936; Ezechiele dell’Immacolata (Enrique Miguel Enguídanos) 1906-1936; Germano di S. Raffaele (José Lluch Castellet) 1897-1936; Redento di Gesù Maria e Giuseppe (José Torrijos Jarabo) 1883-1936; Guglielmo della S. Eucaristia (Manuel Alcaraz Llop) 1907-1936; Riccardo del S. Cuore (Francisco Planelles Granell) 1884-1936; Manuel di Maria e Giuseppe (Vicente Casalta Broch) 1887-1936; Giacobino di Gesù Bambino (José Sola Traite) 1867-1936; Carmelo Amato del S. Cuore (Isidro Pachés Pascual) 1860-1936; Giovanni di Dio della Vergine (Juan de Dios Gil Bielza) 1858-1936; Raimondo di Maria Santissima (Pascual Amorós Amal) 1880-1936; Stefano del S. Cuore (Manuel Prats Pastor) 1858-1936; Martino dell’Eucaristia (Miguel Rovira Mas) 1900-1936; Ernesto della Vergine della Salute (Julián Medes Ferris) 1890-1936; Ludovico del Cuore di Gesù (Antonio Viciedo Moreno) 1901-1936; Vincenzo Domenico della S. Famiglia (Vicente Medes Ferris) 1888-1936; Ruggero di S. Cecilia (José Bonell Calvo) 1914-1936; Giovanni Croce della Vergine del Pilar (Juan Zaragoza Cádiz) 1910-1937; Virgilio della Transverberazione (Virgilio Ferrer Sanjuan) 1862-1936. Una monaca OCD: Salvatora dei Santi Re (Salvadora Marí García) 1876-1936. Un laico OCDS: Francesco Granell Felis 1889-1936.

ATTENZIONE

1) Per poter esaminare la Positio compilare l'apposito modulo di richiesta presente in questa pagina.
2) Se la richiesta verrà accettata, invieremo in seguito le condizioni e le istruzioni per consultare il documento.


 


(Se religioso/a: passaporto o carta di identità, lettera del Superiore Generale. Se sacerdote: passaporto o carta di identità, lettera del vescovo. Se laico: passaporto o carta di identità, lettera centro di studi di appartenenza)

1. Le norme canoniche riguardanti la procedura da seguire nelle Cause dei Santi sono contenute nella Costituzione Apostolica Divinus Perfectionis Magister promulgata da Giovanni Paolo II il 25 gennaio 1983 (AAS LXXV, 1983, 349-355)

2. Per iniziare una Causa occorre che passino almeno 5 anni dalla morte del candidato. Ciò per consentire maggior equilibrio ed obiettività nella valutazione del caso e per far decantare le emozioni del momento. Tra la gente deve essere chiara la convinzione circa la sua santità (fama sanctitas) e circa l’efficacia della sua intercessione presso il Signore (fama signorum).


{gallery}Giorgio Hafner - Luigi dei Sacri Cuori{/gallery}
Georg Häfner nacque il 19 ottobre 1900 a Würzburg in Baviera da Valentin e Barbara Hewig Ulsamer, persone semplici, umili e credenti, che seppero trasmettergli un’educazione sana e una fede profonda. Venne battezzato il 28 ottobre 1900 con il nome di Giuseppe Giorgio Simone.
Fin da fanciullo, rese manifesta la sua forte inclinazione alla vita sacerdotale. Si prodigò come chierichetto nel servizio della messa, e molto spesso intratteneva i suoi compagni giocando ad imitare il sacerdote nell’atto della celebrazione eucaristica. Grazie ai molti sacrifici economici compiuti dai suoi genitori, il giovane Georg iniziò a frequentare gli studi ginnasiali.
Nel 1918 conseguì il diploma di maturità e, a causa del conflitto mondiale, fu reclutato nell’esercito, dove però non si rese mai partecipe di nessuna azione militare. Nel 1919 intraprese, in preparazione al sacerdozio, gli studi di filosofia e poi di teologia presso l’Università della sua città natale e l’11 gennaio del 1920 entrò anche a far parte del Terz’Ordine Carmelitano ricevendo il nome di Frater Aloisius del Santissimo Sacramento.
Ottenuto il diploma di laurea in teologia, il 13 aprile 1924, nella chiesa del Seminario St. Michael di Würzburg, fu ordinato presbitero dall’Arcivescovo di Bamberga Mons. Jacob von Hauck. Subito dopo l’ordinazione sacerdotale, svolse il suo ministero pastorale in diverse parrocchie fino al 12 novembre 1934, data in cui fu nominato parroco di Oberschwarzach. Qui egli si distinse per lo straordinario zelo, la grande carità e la ferma fede.
Il Venerabile Servo di Dio adempì sempre ogni suo dovere sacerdotale con grande umiltà, sempre silenzioso e in costante preghiera. Il suo desiderio più grande fu quello di cercare di formare dei cristiani consapevoli dei doveri e fedeli alle pratiche religiose.
Per la sua feconda attività pastorale, incentrata anche nell’insegnamento della religione nelle scuole statali, il parroco di Oberschwarzach fu considerato un vero nemico del regime nazionalsocialista per aver divulgato i principi cristiani, considerati contrari allo Stato. A tal proposito, i nazisti iniziarono a cercare diversi espedienti per poterlo ostacolare ed arrestare. Non trovando nessun capo di accusa valido si ricorse ad uno stratagemma. Fu, infatti, durante il funerale di una guardia forestale che venne data ai suoi nemici l’occasione di denunciarlo alla Gestapo. Don Georg, in quell’occasione, dichiarò, durante l’orazione funebre che il defunto, prima di morire, si era riconciliato con la Chiesa Cattolica, affermando la non validità del suo secondo matrimonio contratto solo con il rito civile.
Il 31 ottobre 1941 pertanto il Servo di Dio fu ingiustamente arrestato, interrogato e imprigionato nel carcere di Würzburg con l’accusa di “comportamento ostile ai danni dello Stato”. Considerato prigioniero politico, Don Georg, il 12 dicembre 1941, fu deportato dalle autorità naziste nel campo di concentramento di Dachau.
Durante il periodo della persecuzione e della prigionia, il Servo di Dio non smise mai di predicare i saldi principi della fede cristiana, dimostrandosi fermo anche nella sopportazione di tutte le sofferenze fisiche e morali. Egli portò la croce compiendo ed accettando in ogni istante la volontà di Dio.

 

Morì di stenti il 20 agosto 1942.

 

La cerimonia della beatificazione si è svolta a Würzburg il 15 maggio 2011.
lundi, 08 mai 2023 11:01

Immacolato Giuseppe di Gesù

Il Venerabile Servo di Dio Immacolato Giuseppe di Gesù (al secolo: Aldo Brienza) nacque il 15 agosto 1922 a Campobasso (Italia). Mentre frequentava l’Istituto Tecnico Superiore, all’età di sedici anni, iniziò ad avvertire dolori intensi accompagnati da febbre altissima. Gli venne diagnosticata l’osteomielite deformante degli arti, che lo costrinse a rimanere allettato fino alla morte.
Il 25 marzo 1943 entrò nell’Ordine Secolare del Carmelo, offrendosi come vittima per la santificazione dei sacerdoti. Sentendo fortemente la vocazione carmelitana, con speciale privilegio, la Santa Sede, il 2 marzo 1948, gli concesse di emettere la professione solenne dei voti religiosi nell’Ordine Carmelitano Scalzo. Ciò avvenne l’11 maggio 1948.
Vivendo in famiglia, riceveva costantemente visite da confratelli e fedeli, molti dei quali chiedevano consigli spirituali. Visse un apostolato straordinario, svolto totalmente dal letto, nella preghiera e nell’offerta costante delle sofferenze al Signore. Inoltre, mantenne una corrispondenza epistolare con molti fratelli e sorelle dell’Ordine Carmelitano. A tutti ripeteva il suo motto spirituale: “Lavorare è bene, pregare ancora meglio, ma soffrire in unione a Gesù è tutto”.
Morì a Campobasso (Italia) il 13 aprile 1989, all’età di 67 anni.
Il Venerabile Servo di Dio svolse un intenso apostolato dal letto della sua casa. Non essendo in condizioni di muoversi, riceveva persone bisognose di riferimenti nel loro cammino spirituale. I suoi insegnamenti erano molto solidi. La sua forza fu la preghiera. Da buon carmelitano fece dell’orazione il punto forte della propria esistenza. La sua è una spiritualità eucaristica e mariana, corredata anche dall’apprendimento dell’esperienza dei Santi, in particolare di quelli Carmelitani.
Sperimentò le fasi di aridità descritte da San Giovanni della Croce, mantenendo sempre il suo abbandono in Dio.
Fu un uomo di speranza perché si affidò al Signore in ogni circostanza, soprattutto nelle prove più ardue. Visse la sua malattia sempre confidando in Dio, tendendo verso la vita eterna con determinazione.
Amò Dio e il prossimo sopra ogni altra realtà e, avendo l’impressione di non farlo abbastanza, cercava di migliorarsi senza sosta.
L’offerta del dolore a Dio a favore dei fratelli rappresentò l’elemento centrale della sua carità verso il prossimo. Si offrì vittima per i sacerdoti e per quanti hanno necessità di ogni genere, realizzando, in modo sempre più pieno, la donazione di sé. Sostenne le missioni della Chiesa e del Carmelo con il denaro ricevuto dalla famiglia, rivelando una splendida passione per le attività apostoliche della comunità cristiana.

 

Il decreto sulle virtù eroiche è stato promulgato il 18 febbraio 2022.

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