Cookie Consent by Free Privacy Policy Generator
×

Avviso

There was a problem rendering your image gallery. Please make sure that the folder you are using in the Simple Image Gallery Pro plugin tags exists and contains valid image files. The plugin could not locate the folder: images/Rosa Ojeda y Creus

Lunedì, 27 Giugno 2022 11:30

Iter - Juan de Palafox y Mendoza (Vescovo)

1. Le norme canoniche riguardanti la procedura da seguire nelle Cause dei Santi sono contenute nella Costituzione Apostolica Divinus Perfectionis Magister promulgata da Giovanni Paolo II il 25 gennaio 1983 (AAS LXXV, 1983, 349-355).

2. Per iniziare una Causa occorre che passino almeno 5 anni dalla morte del candidato. Ciò per consentire maggior equilibrio ed obiettività nella valutazione del caso e per far decantare le emozioni del momento. Tra la gente deve essere chiara la convinzione circa la sua santità (fama sanctitas) e circa l’efficacia della sua intercessione presso il Signore (fama signorum).


Lunedì, 27 Giugno 2022 11:16

Juan de Palafox y Mendoza (Vescovo)

Nacque a Fitero (Navarra), in Spagna, il 24 giugno del 1600, e fu battezzato il 29 giugno, festa di San Pietro, verso il quale ebbe sempre speciale devozione.
Nel 1610 fu affidato, per la sua educazione, alle cure del vescovo di Tarazona don Diego de Yepes, e per cinque anni frequentò il Collegio della Compagnia di Gesù nella città di Tarazona, da dove poi passò alle Università di Huesca, Alcalá e Salamanca. Finiti gli studi, nel 1621 ritornò ad Ariza, dove governò gli stati di suo padre il Marchese ed ebbe l’opportunità di leggere ed approfondire molti altri autori e testi.
Per interessamento del Conte-Duca de Olivares gli furono offerti posti ed onori nella Madrid di Filippo IV, prima nel Consiglio di Guerra, nel 1626, e, dal 1629, in quello delle Indie, distinguendosi notabilmente per la sua prudenza e intelligenza nei suoi interventi in entrambi.
Nel 1629 ebbe luogo un fatto decisivo nella sua vita, in quanto, dopo un anno di intensa preparazione, nella preghiera e nella penitenza, ricevette l’ordinazione sacerdotale il 15 aprile. Poco dopo l’ordinazione il Re gli conferì la missione di accompagnare, in qualità di cappellano ed elemosiniere, sua sorella Maria, divenuta sposa del re di Ungheria, futuro imperatore. Fu durante questo viaggio di oltre un anno per l’Europa che ebbe luogo il suo incontro mistico con l’Umanità di Cristo attraverso un Crocifisso, con le braccia e le gambe spezzate dagli eretici. Sentì che il Crocifisso gli chiedeva di non lasciarlo lì abbandonato; lo prese con sé, lo fece restaurare, e fu suo compagno di viaggio per il resto della sua vita.
Nel 1639, dopo le opportune consultazioni, don Giovanni de Palafox fu designato per la sede episcopale di Puebla de los Ángeles, con l’aggiunta di altri importanti incarichi di governo nella Nuova Spagna, come quello di Visitatore. Partì per le Indie nel 1640 e là rimase fino al 1649, disimpegnando importanti incarichi al servizio della monarchia e della Chiesa, non senza dispiaceri e incomprensioni da parte di coloro che rifiutavano di sottomettersi alle direttive della disciplina ecclesiastica e all’ordine stabilito dalle leggi della monarchia. In quelle terre si ricorda ancora il Beato Palafox come il grande riformatore, l’instancabile pastore di anime, il protettore dei diseredati e degli indigeni, e anche come il costruttore della cattedrale e di numerosi altri edifici, e il fondatore della Biblioteca Palafoxiana, formata da diverse migliaia di volumi che regalò dalla sua biblioteca privata portata dalla Spagna.
Come prelato, si distinse per la sua attenzione pastorale ed educativa, creando i Collegi di San Pietro e San Paolo per la formazione dei seminaristi, erigendo in essi e dotando cattedre di lingue indigene, senza la conoscenza delle quali non ordinava i sacerdoti. La costruzione della cattedrale, di chiese parrocchiali e altre fondazioni furono sempre al centro della sua attenzione, così come l’istruzione del popolo fedele nella dottrina della fede, mediante le catechesi che lui stesso impartiva nelle sue visite.
Da buon canonista e zelante pastore, ebbe speciale preoccupazione di applicare strettamente le norme promulgate dal Concilio di Trento, riguardanti la disciplina ecclesiastica, il culto eucaristico, il culto mariano e dei santi, la dignità della liturgia e del canto, e, soprattutto, quelle riguardanti una delle sue più costanti preoccupazioni, la formazione del clero.
Il Vescovo Palafox dovette ritornare in Spagna, per ordine del re, in seguito ai problemi sorti intorno ai suoi interventi come riformatore, ma continuò governando la Diocesi, per mezzo dei suoi vicari e di lettere pastorali fino al 1654, in cui fu trasferito a quella di Osma, dove continuò esercitando il suo zelo pastorale fino alla santa morte, avvenuta nel palazzo episcopale di quella città il 1 ottobre 1659.

La cerimonia della beatificazione si è svolta il 5 giugno 2011.

Martedì, 31 Maggio 2022 12:05

Links - Rosa di San Giuseppe

icona links

Martedì, 31 Maggio 2022 12:04

Documentazione [Rosa di San Giuseppe]


ATTENZIONE

1) Per poter esaminare la Positio compilare l'apposito modulo di richiesta presente in questa pagina.
2) Se la richiesta verrà accettata, invieremo in seguito le condizioni e le istruzioni per consultare il documento.


 


(Se religioso/a: passaporto o carta di identità, lettera del Superiore Generale. Se sacerdote: passaporto o carta di identità, lettera del vescovo. Se laico: passaporto o carta di identità, lettera centro di studi di appartenenza)

Martedì, 31 Maggio 2022 12:01

Iter - Rosa di San Giuseppe

1. Le norme canoniche riguardanti la procedura da seguire nelle Cause dei Santi sono contenute nella Costituzione Apostolica Divinus Perfectionis Magister promulgata da Giovanni Paolo II il 25 gennaio 1983 (AAS LXXV, 1983, 349-355).

2. Per iniziare una Causa occorre che passino almeno 5 anni dalla morte del candidato. Ciò per consentire maggior equilibrio ed obiettività nella valutazione del caso e per far decantare le emozioni del momento. Tra la gente deve essere chiara la convinzione circa la sua santità (fama sanctitas) e circa l’efficacia della sua intercessione presso il Signore (fama signorum).


Martedì, 31 Maggio 2022 11:56

Iconografia Rosa di San Giuseppe

 

{gallery}Rosa Ojeda y Creus{/gallery}

Martedì, 31 Maggio 2022 11:39

Rosa di San Giuseppe

Rosa Ojeda y Creus è nata a Vilanova i la Geltrú il 30 agosto 1871 in una famiglia povera. Nel 1877, a seguito alla morte dei suoi genitori, lei e i suoi due fratelli furono accolti dai nonni materni, che incoraggiarono i loro nipoti a studiare a scuola. Rosa ama la musica e il canto, è anche molto brava a cucire e ricamare, compiti a cui non rinuncerà mai nella sua vita. Quando suo nonno si ammala, lei si prende cura di lui fino alla sua morte. Questa dedizione agli ammalati non si ferma qui, insieme ad altre ragazze della città, offre il suo aiuto all'ospedale Vilanova i la Geltrú gestito dalle Suore Giuseppine della Carità.
È l'inizio di una vocazione che tiene dentro di sé. Nel settembre 1893, liberata dagli impegni familiari, prese il treno per Vic, dove si trovava la casa madre delle suore Giuseppine della Carità. Lì, si è dedicata alla cura dei malati a casa. Il 5 maggio 1895, prende i voti religiosi e cambia il suo nome in quello di Suor Rosa Ojeda di San Giuseppe; fu nominata maestra delle novizie e segretaria privata di suor Dolorès Campolier, Superiora generale; con il governo di quest'ultima sorgono divergenze nell'Istituto tra i seguaci della Superiora generale e altri che le si oppongono.
Questo clima non piace a suor Rosa; con un’altra sorella, chiede udienza a Mons. Morgades i Gili, vescovo di Barcellona che conoscevano quando era vescovo di Vic. Le conforta e le autorizza a separarsi dalle suore Giuseppine per fondare un nuovo istituto religioso, così sono nate le Carmelitane di San Giuseppe il 10 ottobre 1900.
Nel 1905 furono approvate le costituzioni della Congregazione e nel 1911 Rosa e altre suore emisero i voti perpetui; l'anno successivo fu eletta Superiora Generale, carica che mantenne fino alla morte. Nel 1915 venne a Rubí e fondò la scuola oggi chiamata Regina Carmeli, per educare i figli di madri lavoratrici che non potevano prendersi cura dei loro figli. Nei periodi contrastanti del tempo (Settimana Tragica, Seconda Repubblica Spagnola, Guerra Civile) riuscì a mantenere lo spirito della Congregazione, consolidandone il lavoro. Fu protetta nascondendosi nelle case dei cittadini della città di Rubí.

Madre Rosa morì il 15 maggio 1954.

Nel 1975 fu aperta il processo diocesano di beatificazione e canonizzazione per il riconoscimento delle virtù eroiche che si è concluso nel 1985.

Il 3 luglio 1998 è stata proclamata Venerabile.
Venerdì, 10 Settembre 2021 13:03

Links - Adeodato di S. Pietro

icona links

Venerdì, 10 Settembre 2021 12:57

Documentazione [Adeodato di S. Pietro]


ATTENZIONE

1) Per poter esaminare la Positio compilare l'apposito modulo di richiesta presente in questa pagina.
2) Se la richiesta verrà accettata, invieremo in seguito le condizioni e le istruzioni per consultare il documento.


 


[No form id or name provided!]