Oct 22, 2017
Pubblicato in Santi OCD
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Nasce ad Avila il 28 marzo del 1515. Suo padre, Alonso de Cepeda, dopo esser rimasto vedovo con due figli, si sposa con Beatrice de Ahumada. Teresa è la terza di dieci figli avuti dalla coppia. Cresce in un ambiente molto religioso, nel quale sviluppa una particolare sensibilità per il trascendente sin dalla tenera età. In una società analfabeta, i suoi genitori la affezionano alla lettura.

A tredici anni perde la madre. Questo colpo e la crisi propria dell’adolescenza aggravano un problema affettivo che si trascina dolorosamente fino alla conversione definitiva. Fisicamente aggraziata e con grandi attitudini sociali, ben presto trionfa nelle “vanità del mondo”. Nel collegio di Santa Maria delle Grazie, dopo una forte lotta interiore, prende la decisione di diventare religiosa. Le sembra uno stato migliore e più sicuro per salvarsi. In più, non le piacciono le condizioni in cui vivono le donne sposate conosciute intorno alla famiglia: la spinge più il timore che l’amore.

Quando suo padre vuole impedire la sua entrata al Carmelo dell’Incarnazione, Teresa fugge. Tale decisione che le pesa moltissimo, nonostante il fatto che ha ormai 20 anni e vuole essere libera di realizzare il proprio destino, come i suoi fratelli che partono per l’America in cerca di fortuna.

All’Incarnazione vivrà per ben 27 anni. Emette la sua Professione nel 1537, ma dopo un anno cade vittima di una strana malattia. La famiglia si allarma e l’affida a una famosa guaritrice. Il trattamento però la fa peggiorare a tal punto che la credono morta. Lei stessa racconta di essere guarita grazie all’intercessione di san Giuseppe, anche se per tutta la vita ne porterà le conseguenze. Ha 27 anni e la malattia diventa la sua fedele compagna.

Durante la malattia entra in contatto con il misticismo francescano attraverso la lettura del Tercer Abecedario di Osuna, opera molto importante per la sua evoluzione spirituale, poiché la introduce nell’orazione di raccoglimento. Rientrata in monastero l’appello interiore alla solitudine e alla preghiera è ostacolato per molti anni. In parte, ciò dipende dall’ambiente poco propizio: all’Incarnazione vivono quasi 200 monache, tra le quali risalta la straordinaria personalità di Teresa. La sua frequente presenza in parlatorio è obbligatoria, poiché chi chiede un colloquio con lei lascia un’offerta per il Monastero… Tuttavia questa intensa vita sociale che l’allontana dall’orazione, non le dispiace, compensa la sua debordante affettività.

Ogni volta sempre più insoddisfatta e sentendo l’urgente chiamata dell’Amico che la reclama tutta per Sé, inizia a confrontarsi a riguardo delle sue esperienze interiori, in cerca di luce. A molti confessori e dotti affida la sua anima peregrinando per giungere alla verità. Essendo donna, di origine giudeo-conversa e mistica, non ha molte probabilità di risultare subito credibile. Ma alla fine, la scienza avalla la sua esperienza.

Nel 1554, davanti ad una statua di un Cristo “molto piagato” inizia la sua trasformazione. D’ora in poi non sarà mossa dal timore, ma da un profondo amore a Colui che l’ha amata per primo. Due anni più tardi, la conversione definitiva. Lo Spirito Santo irrompe nella sua anima e la guarisce, liberandola da tutti i problemi affettivi. Il frutto della conversione è una feconda attività di fondatrice e scrittrice che dura fino alla morte.

Santa Teresa muore il 4 ottobre del 1582 ad Alba de Tormes.

La cerimonia della beatificazione si tenne nel 1614. La solenne cerimonia della canonizzazione nel 1622. Nel 1970 le venne conferito il titolo di "Dottore della Chiesa". È la prima donna a cui è stato concesso questo titolo insieme a santa Caterina da Siena.


Ultima modifica il Giovedì, 20 Luglio 2017 10:20
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