Oct 22, 2017
Pubblicato in Beati OCD
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Nacque a Cancienes (Spagna) l'8 febbraio 1897 e venne battezzato il giorno seguente. Trascorse l'infanzia e la fanciullezza sotto la tutela del nonno Vincenzo a La Cuesta.

Dopo una breve permanenza presso i Fratelli delle Scuole Cristiane (1911), il 5 dicembre 1912 lo troviamo nel collegio Teresiano di Villafranca (Navarra). Completato il tempo di formazione a Larrea (Vizcaya), il 26 luglio 1916 pronunciò la professione religiosa; seguirono gli anni degli studi teologici e filosofici, in collegi diversi dei Carmelitani (Marquina, Burgos, Vitoria e Bilbao), verso la meta del sacerdozio.

P. Eufrasio venne ordinato a Santander il 23 set. 1922; il 1° ottobre celebrò la sua prima messa a Oviedo. Nominato professore di filosofìa e teologia in vari collegi, nello stesso tempo si dedicò a un fecondo ministero sacerdotale.

Il 5 settembre 1926 i superiori lo inviarono a Cracovia (Polonia) per rafforzare la presenza del Carmelo nei paesi dell'Est europeo; una terra che egli amò profondamente, apprendendo anzitutto la difficile lingua slava per poter esercitare l'apostolato.

Richiamato a Burgos, nell'autunno del 1928, collaborò alle riviste «Il Monte Carmelo» ed «Eco del Carmelo e Praga»; nel luglio del 1929 lo ritroviamo come professore a Oviedo. Questa fu l'ultima tappa della sua vita terrena nella quale avrebbe reso testimonianza a Cristo con il martirio. Dal 1929 al 1934 curò e diresse gli incontri di catechesi che si tenevano nel convento, molto apprezzati dai numerosi partecipanti. Eletto priore nel maggio del 1933, seguirono giorni nei quali la comunità intuiva le ore dolorose che la rivoluzione atea stava preparando nelle Asturie (ottobre 1933).

In quei tragici momenti, p. Eufrasio non abbandonò i confratelli, fino a quando tutti furono posti in salvo. Egli stesso stava per allontanarsi, quando dovette ricorrere alle cure dell'ospedale di Oviedo per una lussazione all'anca che gli impediva di camminare. Riconosciuto come religioso, anzi come «il priore dei Carmelitani», così dichiarò egli stesso, il 12 ottobre 1934 venne fucilato presso il muro del «Mercato Vecchio». Rivolgendosi a coloro che stavano per ucciderlo chiamandoli «figli miei», li perdonò.

Il decreto sul martirio è stato promulgato il 16 dicembre 2006. La cerimonia della beatificazione si è svolta il 28 ottobre 2007.

Ultima modifica il Mercoledì, 19 Luglio 2017 13:32
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