Oct 22, 2017
Pubblicato in Beati OCD
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Nacque a Bari il 17 Gennaio 1901, terzogenita dei coniugi Giuseppe Fracasso e Pasqua Cianci e, dopo quattro giorni, venne battezzata con il nome di Teodora, dallo zio Don Carlo Fracasso cappellano del cimitero nella chiesa di San Giacomo, che dipendeva dalla Cattedrale, allora unica parrocchia della città, e secondo le abitudini del tempo fu cresimata nel 1903 dal Mons. Giulio Vaccari, Arcivescovo della Diocesi.

Nel 1905 la famiglia si trasferì in Via Piccinni, in una casa a piano terra con annesso un piccolo giardino, nel quale la piccola Teodora – all’età di 4 o 5 anni – affermò di avere visto in sogno una bella ”Signora” che si aggirava tra filari di gigli fioriti, poi sparita all’improvviso in un fascio di luce, alla quale promise di farsi monaca da grande, dopo che la madre le aveva spiegato il possibile significato della visione. 

Teodora, mandata all’asilo dalle Suore Stimmatine, proseguì gli studi sino alla terza classe elementare, nel corso della quale (8 Maggio 1911) ricevette la Prima Comunione; in seguito frequentò il laboratorio di cucito e di ricamo presso lo stesso Istituto, dove in breve tempo si formò intorno alla sua persona un gruppetto di coetanei e giovanette di diversa età, desiderose di approfondire la propria formazione e istruzione religiosa

Entrata a far parte dell’associazione della Beata Imelda Lambertini, e passata alla “milizia angelica” di San Tommaso d’Aquino, la Serva di Dio riuniva periodicamente le amiche nella sua cameretta, per fare meditazione e pregare insieme, per leggere il Vangelo, le Massime Eterne, l’ “Imitazione di Cristo”, i Quindici Sabati della Madonna, le vite dei santi ed in particolare l’autobiografia di S. Teresa del Bambino Gesù; nello stesso tempo non trascurava di aiutare la mamma nelle faccende domestiche, svolgendo qualche lavoretto per contribuire al bilancio familiare.

Questo comportamento e questa sua benefica influenza sulle altre compagne, non erano sfuggite a una delle insegnanti del laboratorio, Suor Angelina Nardi, la quale avrebbe sperato di vederne entrare qualcuna nel proprio Istituto.  Intanto la non ben definita vocazione religiosa di Teodora, che non aveva fatto parola con alcuno delle proprie intenzioni, stava prendendo un diverso indirizzo su consiglio di P. Pietro Fiorillo, O.P. , suo direttore spirituale, che la introdusse nel Terz’Ordine Domenicano nel quale, ammessa come novizia il 20 Aprile 1914 con il nome di Agnese, fece la professione il 14 Maggio 1915, con una speciale dispensa per la sua giovane età.  Di lì a poco, tuttavia, amareggiato per le infondate accuse di spionaggio mosse alla sua comunità, scagionata pienamente, P. Fiorillo lasciò Bari, sostituito come assistente delle Terziarie da P. Pio Scognamiglio.

Teodora, durante gli anni difficili della guerra 1915-1918, trovò una infinità di occasioni  per ampliare, oltre l’ambito familiare e delle conoscenze, il suo campo di apostolato, di catechesi e  assistenza, dando così libero sfogo al suo ardente desiderio di fare del bene al prossimo, ponendosi anche a disposizione dei soldati che frequentavano numerosi la chiesa di San Francesco di Paola, dove si tenevano le riunioni delle Terziarie ad opera dei Padri Domenicani.

Quando Teodora ed alcune compagne misero al corrente P. Scognamiglio del loro desiderio di prendere il “velo”, questi prese contatto con le Domenicane di clausura di Lettere,  in provincia di Napoli, e fu a quel punto che la Serva di Dio ne parlò con i genitori, incontrando una netta opposizione, soprattutto da parte del padre, preoccupato del suo inevitabile allontanamento da Bari.  Ciò fu motivo di grande dolore ma, come figlia obbediente, si rimise al loro volere.

Verso la fine del 1917, Teodora decise di rivolgersi per un consiglio al Padre Gesuita Sergio Di Gioia, il quale, divenuto suo nuovo confessore, e tenuto conto del desiderio dei coniugi Fracasso, decise di indirizzarla dopo circa un anno, insieme all’amica Chiara Bellomo, futura Suor Diomira del Divino Amore, O.C.D, al Carmelo di San Giuseppe di Via De Rossi a Bari, in cui entrambe entrarono per la prima volta nel Dicembre del 1918.

 Il 1919 fu un intenso anno di preparazione spirituale in vista dell’ingresso in Monastero, sotto la guida prudente ed illuminata di P. Di Gioia.  Ben consapevole delle difficoltà che si potevano incontrare per inserirsi nella vita claustrale, costui si sentì confortato dalla forte spinta interiore e dalla determinazione dimostrata dalle due giovani aspiranti, che furono finalmente accolte in comunità l’8 Aprile 1920: Teodora aveva compiuto 19 anni da appena tre mesi.

Rivestì il Sacro Abito il 24 Novembre dello stesso 1920, assumendo il nome di Suor Elia di San Clemente.Emise i primi voti semplici il 4 Dicembre 1921, li rinnovò per tre anni consecutivi, secondo quanto previsto dalle norme allora vigenti, per fare professione solenne  l’11 Febbraio 1925. Nei primi mesi di noviziato aveva dovuto già affrontare con grande spirito di fede non poche difficoltà, pur non sentendosi all’altezza della situazione e confidando dubbi e incertezze alla Maestra delle Novizie, la quale, dopo un lungo discernimento, individuò e apprezzò le doti eccellenti di Suor Elia. Il vero problema insorse qualche tempo dopo che la Madre Priora Angelica Lamberti, nella primavera del 1923, la nominò maestra di ricamo a macchina nell’educandato per giovanette annesso al Carmelo, del quale era direttrice Suor Colomba del SS. Sacramento, dal carattere autoritario, severa e poco comprensiva.

Colpita nel Gennaio del 1927 da una forte influenza che la debilitò molto, Suor Elia cominciò ad accusare frequenti mal di testa di cui non si lamentava, senza prendere nessun medicinale.  La situazione si trascinò per lunghi mesi, durante i quali affermò più volte che sarebbe morta in giovane età ed in occasione di una grande festa. Quando alcuni giorni prima di Natale (il 21 Dicembre) Suor Elia cominciò ad accusare, oltre ad un lancinante dolore al capo, una forte febbre ed altri disturbi, si ritenne trattarsi di uno dei soliti malesseri; ma la situazione si fece di giorno in giorno più preoccupante.  Il 24 Dicembre venne visitata da un medico recatosi al monastero per fare gli auguri ad una sua sorella; questi, pur avendo diagnosticato una possibile meningite o encefalite, non ritenne la situazione clinica  particolarmente grave, per cui soltanto il mattino successivo furono convocati al capezzale dell’inferma due medici, i quali purtroppo constatarono l’irreversibilità delle sue condizioni.

Suor Elia di San Clemente si spense alle ore 12.00 del 25 Dicembre 1927.

La cerimonia della beatificazione si è svolta il 18 marzo 2006.


 

Ultima modifica il Mercoledì, 19 Luglio 2017 13:07
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