Oct 22, 2017
Pubblicato in Servi di Dio
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Nacque a Bari, nella Città Vecchia, nei pressi della Basilica di San Nicola, non lontano dall’Arco della Corte di Catapano il 27 gennaio del 1876. Era il terzo di cinque figli. Carmine aveva cinque anni quando morirono i suoi genitori Vito e Filomena Catacchio.

A dieci anni, il 3 ottobre del 1886, il piccolo Carmine entrò nel Seminario della Basilica di San Nicola, che allora aveva un suo Clero e un suo Capitolo, sulle orme del fratello Francesco Saverio che morì dopo qualche anno senza terminare gli studi, prima ancora di ricevere gli Ordini minorili.

Diligente nel profitto, a 19 anni (1895), conseguì per merito la licenza liceale presso il regio Liceo “Cirillo di Bari”, portandosi poi a Napoli per intraprendere gli studi teologici come alunno al Collegio Santa Maria. Suddiacono il 5 dicembre del 1897, fu ordinato sacerdote a Napoli dal Cardinale Prisco il 17 dicembre 1898.

Un anno dopo conseguì la Laurea in Sacra Teologia a Roma presso il Collegio Leoniano, dove, con un sussidio straordinario della Regia Delegazione, completò gli studi nel 1902. Rientrato a Bari, ricoprì man mano numerosi e importanti incarichi presso la Basilica di San Nicola. Venne nominato prima Cappellano (17 giugno 1900), poi Canonico (5 ottobre 1902) esercitando per tredici anni (1903-1915) l’ufficio di Segretario del Gran Priore, Mons. Oderisio Piscicelli-Taggi, benedettino; per sei anni quello di Cancelliere e per circa quattro anni quello di custode della Cripta (1912-1915).

Mostrò grande equilibrio durante il chiacchierato ministero di Mons. Michele Casesville di Palermo, subentrato come Gran Cancelliere a Mons. Piscicelli, costretto alle dimissioni per motivi di salute. Fu anche a fianco del nuovo Gran Priore Mons. Nicola Savinelli, vicario generale della diocesi di Benevento, che riportò la calma e la serenità nella vita e nel servizio della Basilica di San Nicola. Qui ricoprì in seguito il compito di Primicerio del Capitolo (9 febbraio 1921), poi di Cantore (19 novembre 1922) e di Vicario Capitolare (1945-1951). Anche dopo la soppressione del Capitolo, Mons. De Palma rimase molto legato alla basilica di San Nicola e alla sua Bari Vecchia. Meritò ben presto la stima dei vescovi baresi, di Mons. Curi prima e di Mons. Nicodemo poi. Mons. Curi lo fece nominare membro della Commissione delle Chiese Palatine dalla Segreteria di Stato della Santa Sede, chiamandolo nel 1926 a lavorare in Diocesi prima come assistente della Gioventù Femminile di Azione Cattolica e poi delle Donne. In veste di Direttore Spirituale ebbe cura anche delle monache Benedettine, degli Oblati e delle Oblate di San Benedetto ai quali si sentì particolarmente legato per aver coltivato da sempre la spiritualità benedettina.

“Eroe del Confessionale”, in questa veste è stato riferimento per molti sacerdoti, di qualsiasi età e per tanti laici, desiderosi di avere una guida illuminata e saggia. Il ministero del Confessionale, Mons. De Palma lo esercitò anche durante la sua permanenza a letto, nella sua stanza fino a pochi giorni prima di morire, malgrado i suoi non pochi mali fisici: colite cronica, contratta in giovane età, arteriosclerosi del miocardio e progressiva perdita della vista dal 1941.

Sentendo vicina la conclusione della sua vita, il Giovedì Santo del 1960 volle indossare gli abiti prelatizi durante la celebrazione per onorare il Signore. Celebrò la sua ultima Messa nel Monastero di Santa Scolastica il 2 febbraio 1961 e lasciò definitivamente il Confessionale il 9 febbraio dello stesso anno.

Negli ultimi mesi fu costretto all’immobilità completa. Tornò alla Casa del Padre per insufficienza cardiaca il 24 agosto del 1961: aveva 85 anni e 7 mesi.

L’inchiesta diocesana sulla “vita, virtù e fama di santità” si è chiusa il 24 maggio 2002. Il 29 ottobre 2010 è stato concesso il decreto di validità.

Ultima modifica il Lunedì, 24 Luglio 2017 09:51
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